Giampiero Mughini

banner-jesolo.info
banner-atvo
2MC impianti

Intervista a Giampiero Mughini

Ventimila, distribuiti in sette stanze. Quando ha fatto il trasloco nell’attuale casa, ha dovuto impiegare quasi 370 scatoloni. E ancora adesso quando entra in una libreria, è fortemente tentato a comprarne almeno duecento. Lui è giampiero mughini, istrionico giornalista, che magari i più giovani associano principalmente alla sua presenza fissa alle trasmissioni televisive dedicate allo sport, amante com’è dei colori bianconeri della Juventus.
E l’oggetto dei suoi desideri, da sempre, è sempre stato il libro. Ha iniziato da giovane a comprarli, a collezionarli: da quando, nella casa dei nonni, c’era solo qualche rivista comunista e metteva da parte la paghetta per poi prendersi il libro preferito. ora ne ha talmente tanti da riempire, per l’appunto, ben sette stanze. Figuriamoci allora se un fedele lettore di tutto ciò che è scritto sulla carta, si lascia tentare dai social, da Facebook, insomma dal virtuale. Ed infatti la sua ultima fatica porta il titolo La stanza dei libri. Come vivere felici senza Facebook, Instagram e followers.
il “bibliofolle”, come lui stesso si definisce, si è raccontato a JesoloLegge, la rassegna di incontri con gli autori che si tiene all’hotel Falkesteiner, organizzata dall’associazione culturale Lab, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Jesolo.

Quindi, Mughini, meglio leggere sui libri di carta o sulle piattaforme?
“non voglio dare consigli a nessuno, ognuno sceglie di fare quello che vuole. non capisco cosa voglia dire stare sui social: vuol dire stare lì a spettegolare con gente che non conosci di argomenti che non conosce o al più conosci gli argomenti in modo superficiale, ti esprimi in modo schematico, approssimativo, a volte insultante? naturalmente a volte ci sono cose intelligenti, originali, si apprende da tutto. non appartengo a questa generazione, per me è addirittura incomprensibile”.

Eppure Facebook può rappresentare anche una forma di album dei ricordi.
“Sicuramente, ma non so fra dieci anni se a qualcuno interesserà alcunché della mia e della sua vita (indica il cronista, ndr). Qualcuno posta sui social le foto del piatto di sushi che sta per mangiare, per me è allucinante”.

L’alternativa alla lettura su carta potrebbe però essere rappresentata dagli ebook?
“Francamente non ne ho e non credo che ne avrò mai. Però ho molti amici miei che li usano e ne sono molto contenti, perché, ad esempio, vai in vacanza e in quella scatoletta ci possono essere decine di libri. La mia compagna è divenuta una grande utilizzatrice di questo strumento e alla sera, quando andiamo a letto, lei sta a leggere… La guardo e in quel momento la disconosco”.

Com’è passare il tempo sui libri?
“al tempo della mia giovinezza per noi i libri erano tutto. andare nei paesi più lontani, più sperduti… Capivi il tuo tempo. Se non avessimo avuto i libri non so che cosa avremmo capito. Se non avessi avuto i libri non sarei una particella di quello che sono. non sono né buono, né cattivo, ma quello che sono lo debbo ai libri”.

Mughini ha dedicato una buona parte della sua collezione agli “anni di piombo”, con raccolte di libri, ma anche di foto e di quei volantini passati tristemente alla storia e appartenuti alle Brigate Rosse.
“Quei volantini sono passati dalle mani degli assassini. È l’ultima volta che la carta ha fatto da veicolo unico. i terroristi di oggi, tutto lo trasmettono attraverso il digitale. a quel tempo andavano dinnanzi alle fabbriche e distribuivano i volantini. La chiamo carta che trasuda sangue”.

E ricorda un aneddoto dell’omicidio del commissario Calabresi.
“Ricordo come fosse adesso che un mio amico disse “hanno ammazzato il commissario Calabresi”. Un altro amico che stava a scuola, al liceo, quando diedero la notizia, mentre i compagni di classe scoppiarono in un applauso si mise in modo da non farsi notare. Per me erano quelli della mia generazione”.

Oggi non si legge molto.
“non si legge molto, è vero, anche se in italia vengono pubblicati 66mila libri l’anno. alla mostra del Libro di milano ci sono editori che hanno venduto la metà. il mercato dei libri in italia è di un miliardo di euro l’anno, in Francia è tre volte tanto, in germania sei volte: scegliete voi la spiegazione. in molti credevano che, commercialmente, l’ebook sarebbe salito ed invece non è stato così. La gente che vuole leggere continua a comprare”.

Altra parte consistente della collezione è quella dedicata ai futuristi. Un non bibliofilo le chiederebbe perché leggere Marinetti in prima edizione sia meglio che farlo in economica.
“non riesco mai a capacitarmi di quanto in italia sia alto l’analfabetismo in materia di collezionismo di libri. intanto gran parte dei libri futuristi oggi sono introvabili. E poi non si può spiegare la differenza che c’è a leggere, poniamo, Le occasioni di montale nell’edizione originale, del 1939, mille copie stampate da Einaudi, o farlo negli oscar. Beninteso, questo vale solo se i libri valgono. Le puttanate di cui si parla in tivù non mi interessano”.

È vero che avrebbe preferito rinunciare a una ragazza piuttosto che a uno dei suoi libri?
“Verissimo. Ho sempre avuto molta più paura delle donne che dei libri. Prima o poi, una donna ti tradisce sempre. Un libro non ti tradirà mai”.

Di Fabrizio Cibin

banner-vivijesolocard
Banner-Jesolo-a-tavola
Banner-acquista-il-tuo-spazio
Banner-acquista-il-tuo-spazio

I commenti sono chiusi