MI DIMETTO DA UOMO

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Indro Montanelli, l'eccezione della normalità e l'intelligenza sopravvalutata

Chissà come avrebbe commentato Indro Montanelli la straordinaria escalation di terrore e follia degli ultimi mesi, e chissà come avrebbe reagito di fronte agli eventi che hanno travolto prima Parigi e poi Bruxelles, poi ancora Parigi e quindi Nizza, per arrivare fino a Monaco di Baviera, cuore e fortezza autoproclamata di questa Europa malandata e ormai senza identità, ammesso ne abbia mai avuta una.
Chissà cosa avrebbe scritto di tutto 'sto casino quest'uomo libero e spesso irriverente, fuoriclasse assoluto con la mente del genio e la penna sobriamente avvelenata, proprio lui che meglio di chiunque altro ha raccontato il terrorismo degli anni Settanta, talmente bene da rimetterci quasi le gambe e quasi la vita per i colpi sparati da una pistola e caricati dalla schizzofrenia degli anni di piombo nel cervello lucidamente annebbiato di un brigatista. Chissà come si sarebbe ribellato lui che, durante una delle tante battaglie combattute contro la mediocrità, un giorno sentenziò: "Mi dimetto da italiano".
Fosse oggi qui, credo, Montanelli sarebbe furioso, imbrigliato, suo malgrado, nella sonnolenza di un popolo senza anticorpi e senza attributi, guidato furbescamente da una politica afona, con poche idee e nessuna autorevolezza. Resterebbe, secondo me, attonito di frone a questa insicurezza sempre più insicura e sarebbe pure incavolato per il triste teatrino dell'integrazione dovunque e comunque, strategia salva-coscienze nelle corde di pochi pseudo-condottieri che svuota la nostra storia e fa marcire le nostre radici. Ma in compenso riempie le persone di rancore.
Certo, il nostro non è tempo di invasori, ma di invasati questo sì, esseri deliranti che si fanno saltare in aria nel nome di un dio distratto che forse nemmeno esiste, persone che ci obbligano a vivere in apnea nella speranza che la loro follia esploda sempre qualche metro più in là. Purtroppo l'analisi non sempre porta a una diagnosi, ma con un filo di cinismo in più probabilmente ci accorgeremmo che non bastano l'odio e una cintura al tritolo per far tracimare la capacità di discernimento: estremismo religioso, senso del possesso e delirio di onnipotenza sono indizi sufficienti per non farci dormire sonni tranquilli, però ci fanno dimenticare che oggi nel mondo ci sono oltre 30 guerre, che la geografia dei conflitti cambia continuamente e che ognuno di noi si trova ogni giorno a combattere la sua personale battaglia contro la violenza, la delinquenza, la maleducazione e la mancanza di rispetto.
Paragone, letto così al volo, al limite del ridicolo: ma come si fa, direte, a paragonare per esempio un atto terroristico con qualcosa di molto, ma molto meno grave, come, che ne so, un furto in casa? Ovviamente non esiste proporzione, ma credo che anche le piccole ingiustizie, quando ci toccano, diventino grandi ingiustizie, così come credo non fosse necessario attendere la tragedia del Bataclan di Parigi per realizzare che il mondo è dominato dall'idiozia. E allora? Allora forse il mondo che la maggioranza degli uomini vuole è proprio questo, forse l'uomo è per natura violento e disonesto e il senso di civiltà è solamente un artifizio creato da qualche persona di buon senso. ,a è cosa contro natura e come tale appartiene a pochi. Forse quella che molti di noi interpretano come normalità è solo un'eccezione e l'eccezione della normalità non domina il mondo perchè l'intelligenza umana è sopravvalutata. E chissà, forse oggi Indro Montanelli direbbe: "Mi dimetto da uomo". Forse.

Alberto Cavazzini
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