Paolo Crepet – Il coraggio di voltare pagina

Paolo Crepet – Il coraggio di voltare pagina

na lezione su come favorire il passaggio di consegne tra genitori e figli. E’ quella tenuta qualche tempo fa, al Kursaal di piazza Brescia da Paolo Crepet, psichiatra, scrittore e sociologo, in occasione di Hotel JLab – Aggiornarsi per competere, l’evento organizzato dal progetto JLab – Idee Formazione Futuro, dall’Associazione Jesolana Albergatori (con la collaborazione dell’Ente Bilaterale e di Team Work ed il patrocinio del Comune). Al centro del dibattito il tema del passaggio di consegne il passaggio di consegne nelle aziende di famiglia.

Professore, esiste davvero un problema di cambio generazionale?
«Certo: in parte è fisiologico e in parte patologico. Nel primo caso perché non tutti i figli sono fatti per portare avanti l’azienda dei padri, nel secondo perché ci sono altri figli che non sono stati educati ai sacrifici e a tutto quello che è legato a quel specifico mestiere».

Il problema come deve essere affrontato?
«Ragionando, senza agire con il pilota automatico, del resto stiamo parlando di una questione epocale».

La soluzione dove può essere individuata?
«In casa, di certo non nella globalizzazione che può essere utile per aiutare gli audaci. Ma questi sono problemi che vanno affrontati in famiglia. L’educazione è fondamentale e i genitori devono credere nei figli».

Ma quando deve avvenire il cambio generazionale?
«Di certo non va fatto a 85 anni, all’ultimo respiro, ma quando il capo branco è ancora gagliardo e sa decidere cosa vuole fare e come fa fatto».

Se un figlio non vuole lavorare nell’azienda di famiglia?
«I figli non devono sentirsi in colpa se non sono in azienda e riescono a seguire le proprie aspirazioni: se un figlio entrerà in azienda sarà un fatto positivo, se seguirà ciò che più gli piace sarà altrettanto positivo. I genitori devono assecondare i sogni dei figli».

C’è un altro problema: nel caso di più figli chi va alla guida dell’azienda?
«Chi ne ha il merito: il figlio che arriva al lavoro alle 6 è il migliore, non quello che arriva a mezzogiorno. Il merito non deve essere un optional. I furbi vanno lasciati a casa e i figli devono capire che occorre sacrificio. E’ fondamentale anche l’esempio che viene dato ai figli: con un papà arrogante il figlio rischia di essere quantomeno uguale».

Che valore deve essere dato all’azienda?
«Quello sociale perché dà lavoro a tante persone che vanno rispettate. In questo contesto si inserisce anche la necessità di dire dei “no”: non tutti possono fare il lavoro dei padri e questo deve essere capito, ma soprattutto vanno detti dei no ai soldi facili e a chi non ha voglia di fare nulla».

I commenti sono chiusi