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Un formidabile antistress, un cartoncino miracoloso che aiuta a vivere meglio

non so se esista davvero una ricetta per vivere meglio, certo è che godere di un pizzico di incoscienza e di meraviglia spesso aiuta. Almeno credo. Anzi, ne sono proprio convinto. Tra chi mi conosce la mia incoscienza è cosa arcinota, ma forse non tutti si sono accorti che, in linea di massima, sono persona che tende a meravigliarsi abbastanza facilmente: mi accade quando chiedo in banca l’estratto conto (il rosso, evidentemente, ha per me un effetto dopante), o quando sento parole, dialoghi o frasi che entrano immediatamente a far parte del mio bagaglio culturale (l’ultima che ho sentito è straordinaria: “Ero eccitato, come folgorato sulla spada di Damocle”), oppure quando osservo situazioni insolite che generano asimmetria percettiva. Questa cosa, l’asimmetria percettiva, è quasi sempre frutto della fantasia e consiste nell’attribuire a un oggetto o a una cosa una funzione completamente diversa rispetto a quella per la quale è stata creata/costruita. penso, per esempio, al pass, quel raro e perciò preziosissimo cartoncino colorato sul quale ci sono scritte parole magiche tipo staff, o organizzazione, o backstage: appeso al collo con un cordoncino (in genere sponsorizzato) diventa un formidabile antidepressivo. provare per credere. È migliore del prozac e più efficace dello Zoloft. e in più, per assicurarselo, non serve nemmeno la ricetta del medico: basta avere un amico compiacente che te lo procura sottobanco e un collo dove appenderlo. Da quel momento, non so se ci avete mai fatto caso e non so per quale potente alchimia, il fortunato/la fortunata si trasforma e se fino a qualche minuto prima l’individuo simildepresso appariva, che ne so, un po’ triste, silenzioso, assorto nei suoi pensieri e ingobbito dalle difficoltà della vita, improvvisamente diventa autoritario, dinamico, fisicamente autorevole, sufficientemente borioso ma forzatamente rispettato perché un po’ intimorisce. Simpatico no, il pass ha un suo perché ma non fa ancora di questi miracoli. Anche queste persone sono state, a modo loro, folgorate sulla spada di Damocle, la semplice combinazione cartoncino+cordoncino ha proiettato la loro esistenza su un mondo nuovo, sconosciuto, pieno di luce. Certo, l’effetto dura poco, ma è pur meglio di niente, in fondo anche quello del prozac e di tutti gli altri antiqualcosa non è che duri in eterno. Che dire, se non che, per esperienza personale, credo fermamente nella possibilità di riscattarsi e ritengo che, salvo non l’abbia combinata proprio grossa, nessuno dovrebbe essere giudicato definitivamente: in fondo l’uomocolcartoncino non è persona cattiva, è solo un po’ così, diciamo suggestionabile. Ma anche lui merita una seconda possibilità. vedremo che succede sebbene, alla vigilia di una nuova stagione di passman e passwoman, io abbia già l’impressione che all’orizzonte presto si presenteranno nuove folgorazioni. Sperare il contrario ci catapulterebbe in una nuova asimmetria percettiva, ma in questo caso meno concreta, molto simile a una sorta di incontinenza intellettuale che genera pensieri distorti: sarebbe, insomma, come credere che Sigmund Freud si sia ispirato alla Signora Fletcher o che vittorino Andreoli abbia sempre avuto i capelli a spazzola. e magari le cose stanno proprio così, spesso la realtà è completamente diversa da quella che noi percepiamo. pensate che figata scoprire un giorno che anche Freud e il professor Andreoli sono rimasti folgorati sulla spada di Damocle.

Alberto Cavazzini
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