VERDE-GIALLO-ROSSO

banner-jesolo.info
banner-atvo
2MC impianti

VERDE-GIALLO-ROSSO
Quando la sindrome da intersezione trasforma l'incrocio in luogo dell'arte.

Verde-giallo-rosso, rosso-verde-giallo, giallo-rosso-verde. Qualche rara pausa giallo-intermittente, ma ci vuole l’imprevisto. Fugaci contatti con impazienti pedoni irriverenti che con insistenza pigiano l’ombelico. Hanno fretta di attraversare. Niente più. E così per anni. E così per decenni. Fare il semaforo è un lavoro di merda. Personalmente, preferisco dedicarmi ad altro. Però, nella malaugurata ipotesi in cui, messo alle strette dalle necessità della vita, dovessi scegliere tra l’essere un semaforo, una ringhiera o una striscia pedonale, opterei per essere il primo: il semaforo, in fondo, gode di un punto d’osservazione privilegiato, ne vede di cotte e di crude, avesse anima, memoria e umana malalingua potrebbe raccontarne di tutti i colori. E condividere il pettegolezzo con i suoi colleghi. Il gossip dei semafori, ma ve lo immaginate? Io sì, me lo immagino, anzi me lo sono immaginato, anzi me lo sono proprio goduto in diretta qualche giorno fa mentre stavo tranquillamente seduto su una panchina a pochi metri da un incrocio di tutto rispetto: quattro strade, otto semafori e perfino due fermate dell’autobus. Tanta roba. Avessi avuto la scatola di cioccolatini, mi sarei sentito Forrest Gump, ma vi assicuro che in quell’oretta trascorsa su quella panchina ho scoperto un mondo che non conoscevo. Collocazione inusuale, ma se ti predisponi all’osservazione, vieni subito travolto da una sorta di sindrome da intersezione perché gli (umani) incroci all’incrocio trasformano questo luogo in arte, un posto dove dare libero sfogo alla propria personalità. Prendetevi il vostro tempo, una mezz’ora credo sia sufficiente, e potrete, per esempio, quasi toccare con mano lo scaccolatore semaforico, esemplare piuttosto diffuso: in attesa del verde si ispeziona le narici con nonchalance per poi osservare soddisfatto, adagiato tra le sue dita, ciò che natura ha creato. La fase due, quella dello smaltimento, la affido alla vostra immaginazione e/o esperienza personale.
E all’incrocio c’è chi urla al telefono e chi urla senza telefono, c’è chi non urla ma gesticola, c’è chi si guarda vanesio sullo specchietto retrovisore, c’è chi spolvera il cruscotto e c’è chi canta, c’è chi mangia e chi beve un sorso d’acqua, c’è chi è assorto nei propri pensieri. E c’è chi ride, c’è chi piange e chi è incazzato perché è convinto che il semaforo, rosso, ce l’abbia con lui, c’è chi si bacia, c’è chi ha in mano lo smartphone, c’è chi è convinto che il rosso non sia un divieto ma un consiglio e passa lo stesso, c’è chi osserva annoiato. Chi non conosce noia nemmeno a un incrocio sono invece i bambini: con due pargoli ho fatto una gara di linguacce a distanza. Loro in auto, io sulla panchina,
genitori inconsapevoli. Blea, prrr, blea, prrr. Hanno vinto loro, ma solo perché erano due contro uno. E all’incrocio ci sono pure l’esemplare braccio sporgente radio a tutto volume finestrino abbassato e lo psychoautista che solo all’idea di verde imminente si attacca al clacson. In prossimità di un incrocio anche i pedoni possono assumere sembianze inattese. Mi limito a testimoniare l’esistenza dell’attraversatore minaccioso: è facilmente riconoscibile perché cammina molto lentamente, schiena dritta, petto in fuori, occhi iniettati di sangue e testa girata a 90 gradi in direzione del malcapitato automobilista di turno. Che è, ovviamente, il primo della coda, ma non per colpa sua. Gli è capitato e basta, a tutti è capitato almeno una volta nella vita di essere i primi della coda. Spostati di un centimetro e ti spacco. Dieci secondi di potere puro, dieci metri di vera gloria, poi l’attraversatore minaccioso torna alla sua grigia esistenza. In attesa del prossimo semaforo. Nella malaugurata ipotesi in cui, messo alle strette dalle necessità della vita, dovessi scegliere tra l’essere un semaforo o un attraversatore minaccioso, opterei per essere il primo. verde-giallo-rosso, rosso-verde-giallo, giallo-rosso-verde. 

Alberto Cavazzini
Scrivi a: direttore@vivijesolo.it

Altro da Tanto per dire

  • CORRI, CORRI, CORRI

    CORRI, CORRI, CORRI L’estate del tanto di tutto si avvia al termine? Non ne sarei così sicuro. Corri corri corri…

  • PAURE E PASSIONI

    PAURE E PASSIONI A Ferragosto ho scoperto Anaïs Nin, donna affascinante e controversa L’uomo è pigro. Pigro e timoroso. Timoroso…

  • VERDE-GIALLO-ROSSO

    VERDE-GIALLO-ROSSO Quando la sindrome da intersezione trasforma l'incrocio in luogo dell'arte. Verde-giallo-rosso, rosso-verde-giallo, giallo-rosso-verde. Qualche rara pausa giallo-intermittente, ma ci…

  • NIENTE DI PERSONALE

    NIENTE DI PERSONALE Riflessioni politicamente scorrette su una campagna elettorale qualsiasi Siamo sinceri, un po’ di pelo sullo stomaco ci…

  • A LEZIONE DA BEBE

    La normalità? Solo un’invenzione di chi è privo di fantasia. A margine della straordinaria giornata trascorsa con Bebe Vio, la…

  • SCOPRI L’INTRUSO

    Einstein, Razzi, Cavazzini: chi è secondo voi il vero bociacanocia? Tre cose di Albert Einstein mi hanno sempre affascinato: i…

  • SOCIAL E FAKE NEWS

    A forza di scrivere trolliate, la rete non funziona più. The Internet is broken. The Internet is broken. Internet non…

  • E BERTA FILAVA

    Una radiolina per le partite, uno smartphone per cosare. Cosa, non si sa. Possono un’immagine o un particolare contesto generare…

  • VUOI FARE UN TIRO?

    Fumo, alcol, gioco d’azzardo: quando un Paese prende di mira il nostro lato B Il recente dibattito sulla liberalizzazione delle…

  • PASSAMI UN PASS

    Un formidabile antistress, un cartoncino miracoloso che aiuta a vivere meglio non so se esista davvero una ricetta per vivere…

  • MI DIMETTO DA UOMO

    Indro Montanelli, l'eccezione della normalità e l'intelligenza sopravvalutata Chissà come avrebbe commentato Indro Montanelli la straordinaria escalation di terrore e…

  • L’HOMO LAMENTOSUS

    Un'invasione senza precedenti: si insinua silente tra di noi, poi attacca la solfa Dilagano in tutto il territorio esemplari appartenenti…

  • GLI INCHIAPPETTANDI

    I truffatori sono categoria vomitevole, ma spesso anche noi ci mettiamo del nostro Da qualche settimana mi sta contattando via…

  • VIVIJESOLO FAMILY

    Un ambizioso cambio di formato e altre novità. Comincia per VJ l'anno ventidue. Non-notizie dal non-inverno passato da poco. Dunque,…

banner-vivijesolocard
Banner-Jesolo-a-tavola
Banner-acquista-il-tuo-spazio
Banner-acquista-il-tuo-spazio

I commenti sono chiusi