Chiara Gamberale

Chiara Gamberale è diventata ormai un’amica di questo territorio, grazie al rapporto che si è creato con la Libreria Moderna di San Donà di Piave, di cui è spesso ospite.
Il suo ultimo libro presentato, Qualcosa (Longanesi), continua a stupire per la scelta di raccontarlo come una favola, con tanto di vignette.

Perché questa scelta, Chiara?
«Sognavo fin da piccola di scrivere e nel sogno di scrittrice c’era quello di scrivere qualcosa che avesse il sapore della favola, ma portasse le verità più adulte che abbiamo dentro di noi, come per il Piccolo Principe. è il mio romanzo più psicologico, che affonda le mani nei problemi, però mascherati da favola».

Qualcosa di troppo cosa rappresenta?
«L’incapacità dell’uomo di accontentarsi e il suo tormento di fare e volere troppo e non fare patti con quello che sta dentro, qualcosa di vuoto che sta in ognuno di noi. Che sembra tremendo, eppure scoprirà l’essenza stessa dello stare al mondo».

Ci sono i problemi, ma anche le belle cose, il bianco ed il nero.
«Se non ti conosci, se giochi a nascondino con te stesso, non hai scampo: se hai l’occasione di innamorarti, ti incontri. La necessità di incontrarsi non poteva non avere a che fare con il soffrire e con l’incontrarsi».