Corrado Augias

Corrado Augias è un giornalista, scrittore, conduttore televisivo. Lo abbiamo incontrato dopo il suo ritorno alla narrativa, che fa seguito ai tanti saggi di successo, con Il lato oscuro del cuore.

Come mai questo ritorno alla narrativa?
«Perché ci sono cose che in un saggio non si riescono a dire, a esprimere compiutamente. Sono tornato alla narrativa perché l’immaginazione, quando riesce, sa orientare meglio della cronaca, vede più lontano. Il romanzo offre la possibilità di mettere in luce sfumature più complesse».

Qual è il lato oscuro del cuore?
«È quello che non possiamo governare. È il luogo in cui si annidano i sentimenti rimossi, pronti a risvegliarsi e a scompigliare i destini. Nel mio libro l’incontro fra due donne molto diverse tra loro dà vita a un viaggio nelle profondità dell’inconscio».

Personalmente simpatizza più per Freud o per Jung?
«È chiaro che Freud è colui da cui tutto è nato e che è dunque una figura imprescindibile. Però è anche vero che non aveva capito proprio tutto… Jung arricchisce la psicanalisi con il concetto di inconscio collettivo che è di fondamentale importanza, perché nessuno di noi è una monade».