Gordon, lui che vi capisce

Gordon è molto più di uno youtuber. Anzi, lo è diventato molto di più. Deve il suo successo ai video che ha iniziato a pubblicare facendo le parodie delle fobie e delle paure delle donne. Oggi è diventato letteralmente uno di loro, al punto da diventarne un punto di riferimento, un confidente. Lo abbiamo incontrato alla Libreria Moderna di San Donà di Piave, dove ha presentato il libro, non a caso, Tu che mi capisci.

«Ho scritto questo libro perché faccio tantissimi video sulle donne e volevo provare a farle sentire capite, quindi volevo provare a mettere tutto quello che avevo scoperto delle donne, nei panni di Ale, che è questo ragazzo che cerca l’amore nella vita un po’ di sfigato e, attraverso una serie di coincidenze, si trova nei panni di una donna. Quindi rivedere tutta la sua vita e le sue scelte con la prospettiva di una donna. Volevo farmi conoscere dal pubblico sotto un altro aspetto e fare vedere che so trasmettere un altro tipo di emozione. E che so, almeno spero e credo, capire le donne anche attraverso un personaggio inventato».

Quindi hai iniziato a pensare come una donna?
«Sì, letteralmente. E non puoi capire una donna finchè non ti metti nei suoi panni. Dicevo: ma non è possibile, non può essere. Ho avuto una relazione di otto anni e facevo i classici errori di fidanzato e dopo, col tempo, mi dicevo: quella volta là ecco perché si è arrabbiata, bastava così poco per capirla. Da qui il titolo del libro».

Come nasce, invece, l’idea di prendere in giro la donna con le sue fobie e paure?
«All’inizio volevo uno spazio dove poter condividere la mia visione della vita, le mie visioni, uno spazio dove potevo essere chiunque io volessi. Poi, man mano che la cosa ha preso piede, mi è venuta l’idea di ironizzare sulle mie amiche. Mi sono preso una parrucca ed ho iniziato. Ma da lì ad essere accettato da tutto il popolo del web femminile, come bionda del web, come mi definiscono, è stato un passaggio video dopo video. Ho cercato di studiare il loro mondo, di diventare una di loro, analizzare i loro comportamenti, la psicologia, cosa dicevano, come lo dicevano, cosa facevano mentre lo dicevano, in determinati modi».

Con la Posta delle Sottone sei andato oltre…
«Con questi video cerco di provare veramente ad essere come loro. Ecco, allora, che ho provato a fare la ceretta completa (che male!), ma anche ho provato il dolore del parto (volevo uccidere chi mi stava vicino) ed a portare i tacchi (ragazze, ma chi ve lo fa fare? Ma come fate a camminare su quei trampoli? Ma ballerine tutta la vita! E lo dice uno che odiava le ballerine)».

Quanto è servito l’approccio diretto con le amiche?
«è tutto e da lì ho usato le conoscenze più vicine. Il fatto è che, dopo un po’ le mie amiche hanno smesso di parlarmi, perché avevano paura di finire nei miei video. Allora ho fatto sì che tutte le ragazze che mi seguivano, diventassero mie amiche. Allora io chiedevo direttamente a loro, ad esempio: ragazze, quando andate in ristorante, cosa fate? Loro hanno accettato inizialmente questo rendere partecipe loro stesse nel mio video. Quindi in ogni video loro ne fanno parte».

Hai avuto delle esperienze televisive (a Jesolo è stato ospite della finale di Miss Italia 2016): lo rifarai?
«è stata una esperienza, per l’appunto, anche molto interessante, con una grande professionista come Simona Ventura, ma non penso rifarò televisione, è un mondo che non mi appartiene».

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