Le dune fossili di Cortellazzo

In località Cortellazzo, sulla destra di foce del fiume Piave, immediatamente a sud del canale Cavetta, si conserva un interessantissimo complesso di dune fossili risalenti probabilmente ai secoli XVII-XVIII. L’area in oggetto, conosciuta come “Pineta di Cortellazzo”, è caratterizzata da cordoni di dune sabbiose paralleli all’attuale linea di costa e disposti in sequenza. Si tratta di un’area di valore naturalistico elevatissimo, profondamente modificata nel proprio assetto naturale dalla realizzazione della pineta (anni Venti-Cinquanta del Novecento) e da una diffusa urbanizzazione.

Ancora oggi, nel 2019, la stessa è tutelata soltanto in parte e mediante vincoli passivi, nonostante rappresenti un orto botanico naturale che racconta la storia della vegetazione litoranea nei millenni del Postglaciale. Nelle radure e nelle depressioni tra le dune si rinvengono infatti l’erica carnicina (Erica carnea), di origine alpina, il crespino (Berberis vulgaris), il caprifoglio etrusco (Lonicera etrusca) di origine mediterranea, oltre ad alcune specie di orchidee.
Il salice a foglie di rosmarino

Sul territorio italiano vegetano alcune decine di specie di piante del genere Salix. Una delle più interessanti e singolari è il salice a foglie di rosmarino (Salix rosmarinifolia L.), entità botanica con portamento a cespuglio e a corologia Sudest-europea. Questa specie, non frequente, la cui distribuzione altitudinale oscilla tra il livello del mare e i 1400 m slm., è presente sulle dune fossili del territorio Jesolano. Precisamente nel complesso dunale di Cortellazzo, presso la destra di foce del fiume Piave. Qui, il salice a foglie di rosmarino, che fiorisce nei mesi di marzo-aprile con piccoli amenti a stami rossi, vegeta nelle depressioni umide interdunali.

X