Un mare di natura

La bellezza del vecchio fiume
Esiste, in Italia, un solo fiume che possa vantare due sorgenti e due foci e quel fiume si chiama Piave. Due sono infatti le sorgenti collocate a ridosso del confine italo-austriaco, alle falde del Monte Peralba e due sono le foci: quella di Cortellazzo e quella del faro di Piave Vecchia.
Nel territorio di Jesolo scorrono ambedue i tratti di foce, ma quello che in questa circostanza proponiamo all’attenzione del lettore è quello del “vecchio fiume”, le cui acque sfociano nel Mare Adriatico presso il faro, dopo aver lambito il margine della Laguna nord di Venezia. Si tratta di un fiume sinuoso, nelle cui acque di colore smeraldo o cobalto a seconda delle stagioni, si osserva una naturalità ricca e affascinante. Un fiume accompagnato da folte cortine di canna, che nella primavera si trasformano in luminosi giardini di campanelle maggiori e di calta. Un fiume attraverso cui gli spinarelli e i cefali e le anguille risalgono dal mare verso l’entroterra della campagna.

Il tarabusino
E’ il più piccolo degli aironi e il suo nome scientifico è Ixobrychus minutus. L’evoluzione lo ha reso idoneo alla vita nei canneti, che sono pertanto divenuti il suo habitat elettivo. Nel folto del canneto il tarabusino costruisce il nido e nelle acque che lo circondano cattura i piccoli vertebrati, come girini, ranocchie, piccoli pesci e gli insetti acquatici di cui si nutre. La sua speciale struttura, sottile, gli ha valso l’appellativo dialettale veneto di “trenta coste”. Il piumaggio è di colore nocciola-bruno chiaro, con ali nere nei maschi e con screziature bruno scuro che lo rendono assolutamente mimetico nel folto delle canne di palude. è un grande migratore e trascorre l’inverno nelle paludi dell’Africa sud-sahariana.