La sindrome della coda fredda

La sindrome della coda fredda è uno spasmo dei muscoli elevatori della coda. Il cane all’improvviso non riesce più a sollevare la coda e a scodinzolare: quest’ultima si presenta “moscia” e flaccida. Alcune volte si solleva solo la parte vicino all’attaccatura ma non il resto. È una sindrome molto dolorosa ed il cane si presenta piuttosto abbacchiato e riluttante al movimento e ad essere toccato. Può colpire qualsiasi razza, anche se i  Pointer, Labrador retriever, Flat-coated retriever, Golden retriever, Foxhounds, Segugi e Beagles sembrano essere i soggetti a più alto rischio.

Si può manifestare subito dopo un’intensa attività fisica oppure anche dopo un giorno o due, proprio per l’accumulo di acido lattico. Altri fattori di rischio possono essere l’esposizione al freddo ed alle intemperie o il  nuoto in acque fredde, quest’ultimo sembra essere uno dei maggiori fattori di rischio per la sindrome della coda fredda, probabilmente perché i cani usano la coda più di quanto sono abituati, quando sono in acqua.

Alcuni consigli per prevenire questa dolorosa condizione:
 1. Asciughiamo bene la base della coda  appena usciti dalla piscina o dal mare o lago, anche se è estate
 2. In alcuni casi più gravi il veterinario può prescrivere degli antinfiammatori
 3. Impacchi con crema all’Arnica e termoterapia sono altrettanto indicati
 

L’infiammazione può durare 3, 5 o 7 giorni. In genere il recupero è completo e potrebbe non ripresentarsi più; importante è continuare a fare prevenzione.

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Debora Severo è una fisioterapista ed osteopata “umana” e svolge attività di libera professione nel suo studio di Vicenza e di Jesolo . È inoltre, specializzata in osteopatia animale, applicata al cane e collabora con diversi centri cinofili : “8 abbài sotto al cielo” a pordenone , Lulen club , Padova e Wonderdog a Vicenza oltre a svolgere attività specifica applicata agli equini.

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