Ciao, sono Debora

Comica, attrice, sceneggiatrice, conduttrice e presentatrice. O, semplicemente, la Patti di “Camera Cafè”. Debora Villa sarà una delle protagoniste del secondo Festival Aqua.

Ciao Debora, ma a Jesolo c’eri già stata?

«Certo, da piccola, per trascorrere le vacanze in famiglia. Ricordo il lungomare, le edicole con i giochini, la spiaggia bella comoda, grande, l’odore del mare. Cose un po’ vaghe nella memoria, certo, anche perché sono passati tanti anni, ma certamente una bellissima sensazione».

Ed ora ci tornerai per questo festival, sulla spiaggia, a pochi passi dal mare: ti era mai capitata una cosa così?

«Mai provata e certamente mi fa molto piacere, soprattutto perché mi permetterà il contatto con la gente, cosa che amo molto fare. Il pubblico è il mio mare, in cui perdersi e lasciarsi andare. Sono veramente felice che Marilisa Capuano, donna stupenda, mi abbia invitato a questo Festival».

Cosa ti aspetti da questa esperienza?

«Mi aspetto tanta suggestione. I festival ne portano sempre tantissima. Mi ricordo le mie prime volte in cui andavo ad assistere a festival teatrali, con le strade piene di performance… era una piccola magia, con gli attori che si incontravano ovunque; era un po’ il riqualificare il luogo con la cultura, coinvolgendo le persone che in quel posto ci andavano per fare vacanza; diventava un modo per solleticare la mente e il cuore. Ecco, invito la gente ad avere questo atteggiamento quando partecipa a un evento del genere: mai aspettarsi qualcosa di definito, ma essere aperti a qualsiasi cosa, facendoti colorare l’anima».

Cosa porterai a Jesolo?

«Sto scrivendo qualcosa di specifico, in linea con il tema, facendomi trasportare dall’acqua e dalla poesia che lo evoca. Farò delle considerazioni sull’acqua “femminile” e il mare “maschile”; come dire, insomma, che c’è il patriarcato anche nella natura. A parte le battute, qualche stoccatina troverò il modo di farla, sempre nel mio stile, in modo molto light, senza offendere nessuno. Sarà uno sguardo al femminile come qualcosa di creativo e positivo, che tiene insieme, che fa crescere e che unisce».

Tu sei un’artista a tutto tondo, che fa teatro, televisione, radio… Dove ti senti più a tuo agio?

«Certamente a teatro, dove posso avere il contatto diretto con la gente, riuscendo anche a coinvolgerla. Qui mi sento a casa. È l’ambiente che più di rasserena, mi dà pace e tanta emozione».

Scusa, Debora, ma una cosa te la devo dire, non riesco a farne a meno…

«Dimmi, Fabrizio…».

Tooooogoooo… (esclamazione di Silvano, uno dei personaggi di “Camera Cafè”, di cui Patti era innamorata).

«Hahaha! Fabrizio, ma se mi dici così, finisce che mi innamoro… Patti, il mio personaggio di “Camera Cafè”, mi ha dato tantissimo. Considera che la prima puntata andò in onda in Italia nel 2003, quindi 21 anni fa ed ancora oggi c’è gente che, se mi incontra per strada, mi chiama ancora Patti e io non riesco a non girarmi. È una sit-com che ha fatto la storia. Da parte mia posso dire che, nonostante i tanti anni di programmazione, il personaggio non mi ha impedito di fare molte altre cose».

Oggi è più o meno facile fare ridere?

«Far ridere non è mai facile e non è mai difficile: come per tutte le cose, è come la vivi. Oggi, certo, con tutto quello che sta succedendo nel mondo, non è semplice questo lavoro. Comunque mi piace la nuova generazione di giovani che si sta facendo strada».

Ma la bimba Debora cosa voleva fare da grande?

«Ti racconto questo aneddoto. Vivevo in un paesello alle porte di Milano, in una via lunga e chiusa. Con altri bambini della mia età (io ero fautrice e promotrice), allestivamo un teatro, con coperte il sipario, quindi le seggioline per il pubblico e organizzavamo il varietà, costringendo i nonni a venirci a vedere. Dopo le medie e gli scout, a 19 anni ho ricominciato con un gruppo amatoriale. Quindi pian, piano, anche con un po’ di fortuna, sono entrata a fare parte di questo mondo».

C’è ancora un progetto che vorresti realizzare?

«Un bel film da protagonista, magari una bella commedia di quelle belle italiane di una volta, che fanno ridere, ma anche un po’ piangere. O un programma mio, un po’ di satira, tipo “La tv delle ragazze”, il varietà televisivo comico-satirico andato in onda su Rai 3 dalla fine degli anni Ottanta».

Giornalista professionista, da anni è corrispondente per il NordEst di RTL 102.5 (operando nei settori informativi della cronaca nera, bianca e politica ed inviato per la redazione sportiva dallo stadio di Udine) e de Il Gazzettino. E’ stato autore e conduttore di programmi televisivi di emittenti regionali. Segue uffici stampa, soprattutto in ambito turistico. Moderatore di convegni. Presentatore di rassegne di incontri con gli autori di importanza nazionale e internazionale. Da tre anni è direttore responsabile della rivista ViviJesolo.

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