Cuore italiano

Mirco Bergamasco ha giocato e vinto in Francia, Vincent Candela è francese e da 28 anni vive a Roma. Vip Padel Cup li ha portati a Jesolo.

MIRCO BERGAMASCO

Con il fratello Mauro ha costituito una inedita, quando forte coppia di fratelli protagonisti del rubgy negli anni Duemila, entrambi in Nazionale. Mirco ha vinto due campionati francesi con la Stade Stade Français.

Mirco, com’è che si passa dal rugby al padel?

«A fine carriera bisogna trovare qualcosa per muoversi e campi da padel li trovi ovunque, anche in Francia».

La nuova generazione di giocatori sta iniziando a darci delle belle soddisfazioni, vedi la vittoria sul Galles…

«Generazione che è stata lasciata un po’ allo sbando, quattro, cinque anni fa. Si sono fatti da soli e ora possono prendere il volo. Secondo me possono anche fare meglio della mia generazione, perché hanno già tutto quello che serve per fare bene, ovvero cuore e carattere».

Quanto tu e tuo fratello avete contribuito al movimento?

«La nostra storia, quello che abbiamo fatto dentro e fuori dal campo, penso abbia dato una mano, riuscendo a trasmettere la nostra passione. Siamo molto contenti se alcuni ragazzi hanno iniziato a giocare grazie a noi».

Però sei dovuto andare in Francia a vincere…

«È più corretto dire che ho vinto “anche” in Francia. Detto questo va fatta una considerazione: oggi in Italia hai due squadre principali: grazie alle opportunità di giocare all’estero, si creano dei posti per i giovani. Senza contare che giocare all’estero permette di scoprire nuove culture, da portare poi in Italia e condividerle con gli altri».

VINCENT CANDELA

Centrocampista Campione del Mondo nel 1998, in Italia ha giocato otto anni nella Roma, quindi un anno a testa con Udinese e Siena.

Vincent, a padel per divertirsi?

«Per me è sempre stato divertimento, sia nel calcio, che è sempre la mia passione, che nel padel, dove mi ritrovo con gli amici, anche per scambiare idee sullo sport in generale».

Cosa pensi di Daniele De Rossi allenatore alla Roma?

«Al di là del modulo, penso che Daniele diventerà un grandissimo allenatore. Intanto sta portando una bella energia».

Quale il tuo ricordo più bello dei Mondiali vinti nel 1998?

«Avevo 24 anni ed ho vinto davanti alla mia gente: una cosa che non avevo neanche mai sognato. Magia pura».

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