Creare contenuti per i social: cosa devi ricordare

Siete dei Content Creator, lavorate in una agenzia di digital marketing o fate i fotografi?
Ogni volta che veniamo contattati da un’azienda, un Brand o chiunque ci chieda di produrre dei contenuti visuali per Instagram o altre piattaforme Social è bene valutare, prima di buttarci a capofitto nel lavoro, gli utilizzi futuri possibili che il committente andrà a fare delle nostre immagini o video.

Realizzare dei contenuti pensando che vengano utilizzati sui Social e poi trovarli invece come pubblicità sulle pagine di mensili o settimanali, nella cartellonistica stradale, nelle brochure aziendali, al cinema (vi giuro che è capitato), o in qualsiasi altra forma ed espressione è più frequente di quello che si possa pensare.
Ecco perché, se vogliamo lavorare in maniera professionale, è bene sottoporre sempre al committente un contratto che preveda dei ‘paletti’ sull’utilizzo consentito o meno del nostro lavoro.
I criteri di base da prendere in considerazione e definire sono:

LUOGO: in quali Paesi sarà consentito l’utilizzo dei nostri contenuti? (ad esempio: tutto il mondo? Europa? Italia?)
TEMPO: in funzione del corrispettivo definito per quanto tempo il committente potrà usare il nostro lavoro? (tempo indefinito? Due anni? Un mese?)
ESCLUSIVITÀ: la cessione dei diritti di utilizzo può essere “totale” prevedendo il c.d Bay out, vale a dire la cessione di tutti i diritti a favore del committente in cambio di un corrispettivo di cessione molto elevato, o può essere “parziale” prevedendo pari diritti di utilizzo ad entrambe le parti in cambio di un corrispettivo più contenuto.
UTILIZZI CONSENTITI: qual è l’utilizzo che il cliente potrà fare delle nostre immagini/video? A tale scopo sono prevosti tre tipi di diritti:

  1. Diritti Basilari (Web; piattaforme social; depliant per comunicazione aziendale interna; book; slide).
  2. Diritti Intermedi (ai diritti sopra elencati si aggiungono, per esempio, cataloghi, brochure, riviste, annual report, cartelli vetrina, cartoline e poster aziendali, espositori da banco, packaging e cartelli in fiere).
  3. Diritti Pieni (i diritti già elencati nelle prime due voci, a cui si aggiungono diritti per campagna stampa e campagna affissione).

UTILIZZI NON CONSENTITI: generalmente si vieta utilizzidiversi da quelli espressamente consentiti, ma è meglio specificare che i contenuti non potranno essere usati per:

  1. Contesti diffamatori, ingannevoli e pornografici;
  2. Rivendere o trasferire le immagini/video a terzi;
  3. Utilizzarle per pubblicità ingannevole o concorrenza sleale;
  4. Utilizzarle come marchio aziendale o logotipo.

DIRITTO D’AUTORE: è sempre bene specificare che la cessione dei diritti sull’uso dei contenuti non comporta in alcun modo il trasferimento di alcun diritto di proprietà o d’autore sulle immagini/video concessi in licenza.
CORRISPETTIVO: il valore delle opere date in licenza dovrà essere proporzionato alle condizioni di cui sopra. In questo paragrafo è molto importante definire sempre anche le modalità e i tempi di pagamento.

I criteri esposti sono il minimo che ogni professionista dovrebbe definire prima di iniziare a produrre opere video e/o fotografiche: la costruzione di un semplice contratto può metterci al riparo da utilizzi fraudolenti e da possibili delusioni.

Gionata Smerghetto – Social media specialist & Content Creator – dalla passione per la fotografia, oggi lavora con uno smartphone e una buona connessione Wi-Fi.
ViviJesolo ha affidato a lui la rubrica Be Social, quella che ci terrà aggiornati sul mondo dei social media e delle news di questo ricco mondo di comunicazione.

Titolare di Garage Raw/ Social Media Agency
gionata@garageraw.com
Garage Raw / Social Media Agency
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