I miei occhi stanchi

Quali rimedi per il solco lacrimale di uno sguardo affaticato? Ecco i nostri consigli.

Negli ultimi anni è aumentato enormemente il trattamento della cosiddetta “tear through deformity”, ossia il solco lacrimale infossato, scavato, che rende l’occhio stanco e il viso provato, insieme alla presenza di borse e occhiaie. La zona perioculare include la palpebra superiore e inferiore, il solco lacrimale, le guance laterali e le sopracciglia. Le possibilità di trattamento della zona perioculare sono molteplici e si articolano dai trattamenti iniettivi ai peeling, sino a dispositivi energy-based (ad esempio il laser).

Tuttavia, a causa della delicatezza della zona perioculare, è molto importante scegliere un medico esperto e qualificato per qualsiasi procedura che coinvolga questa zona, al fine di minimizzare il rischio di effetti collaterali indesiderati e di complicazioni.

Ogni caso deve essere accuratamente studiato e, purtroppo, non esiste un percorso standard.

Cosa contribuisce a rendere lo sguardo stanco?

La cute perde collagene ed elastina, il grasso si assottiglia e la sua rappresentazione sottocutanea è alterata, il muscolo orbicolare e il vicino legamento diventano più lassi, l’osso della rima orbitale inferiore tende a riassorbirsi.

Il filler del solco lacrimale: riempimento dell’occhio scavato.

Il trattamento con acido ialuronico è veloce e sicuro (ma è bene tenere presente i possibili effetti collaterali), ha un effetto duraturo ma non permanente, contribuisce alla collagenogenesi, alla neoangiogenesi e la proliferazione degli adipociti nell’area.

L’importanza della prima visita

Come dicevamo prima, le problematiche del distretto in esame possono essere molte e vanno identificate correttamente, per poi poter procedere con un trattamento mirato. Un esempio importante è il caso dei pazienti con una lassità cutanea molto importante, in questi casi il filler del solco lacrimale potrebbe essere addirittura controindicato!

E se non posso far il filler? Non c’è nessuna speranza?

Se per qualche specifico motivo il filler è controindicato, bisogna trovare altre strade. Quasi sempre il primo step per rimettere in ordine la zona perioculare e agire anche in prevenzione, è la tossina botulinica, seguono poi le biostimolazioni (che potranno essere a base di acido ialuronico libero, polinucleotidi, polivitaminici, ecc.) e il peeling, quando possibile, per lavorare sulla colorazione della cute e la trama cutanea.

Ho fatto il trattamento, ma è rimasto un alone grigio. Cosa faccio?

È importante valutare con una visita medica la problematica. Potrebbe essere un posizionamento troppo superficiale del prodotto, quindi andrà sciolto ed eventualmente riposizionato del nuovo materiale.

La medicina estetica ci aiuta in gran parte dei casi, ma non è sempre possibile risolvere la problematica perioculare con le nostre tecniche. A mio modo di vedere, è importante discutere da subito con il paziente i possibili risultati e gli obiettivi e valutare, eventualmente, la chirurgia se, come si suol dire, il gioco vale la candela!

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Padova, durante questi anni approfondisce la branca chirurgica. Approfondisce poi la Medina Estetica con un Master presso l’Università degli Studi di Parma, la Scuola Superiore Post-Universitaria in Medicina Estetica “Agorà” di Milano e la Società Italiana di Mesoterapia, perfezionando i propri studi con un Master sul Management Sanitario

Start typing and press Enter to search