Gli aironi jesolani

Con le sue superfici lagunari, i suoi fiumi e la sua campagna di bonifica, Jesolo è una piccola patria degli aironi. Il termine airone, generico, consente peraltro a tutti i lettori di capire di cosa si stia parlando. Gli aironi sono uccelli, appartenenti alla famiglia Ardeidae, dotati di caratteristiche comuni, pur se di differenti dimensioni. Becco e zampe lunghe rispetto al corpo, collo lungo e sinuoso, che consente, scattando, di usare il becco come una fiocina e grandi ali, sono infatti tali caratteristiche. L’evoluzione naturale, tuttavia, ne ha differenziato le dimensioni per consentire loro di attingere a fonti alimentari diverse e dunque di catturare prede di differenti dimensioni. Le specie presenti nella realtà jesolana sono complessivamente otto: L’airone bianco maggiore (Chasmerodius albus), l’airone cenerino (Ardea cinerea) e l’airone rosso (Ardea purpurea), sono le maggiori. La garzetta (Egretta garzetta), la nitticora (Nycticorax nycticorax), la sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) e l’airone guardabuoi (Bubulcus ibis), sono di dimensioni intermedie. Il tarabusino (Ixobrychus minutus), infine, è il più piccolo.

L’airone bianco maggiore
E’ il più grande tra gli aironi che frequentano il territorio italiano e jesolano e uno tra quelli di insediamento più recente. L’area di provenienza è balcanico danubiana e fino a qualche decennio addietro la sua presenza era molto rara ed esclusivamente invernale. Attualmente, invece, è stanziale, anche se non ancora nidificante. Di colore candido, con becco e zampe gialle, è un grande predatore, che si nutre di anfibi, rettili e pesci; questi ultimi fino al peso di tre o quattrocento grammi. Lo si osserva facilmente nelle valli da pesca, ma anche in ambiente agrario, lungo i fossi, dove caccia gamberi rossi della Louisiana.

Michele Zanetti, Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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