I messaggeri della globalizzazione naturalistica

Il travaso di organismi viventi attraverso i continenti è antichissimo e risale all’epoca delle grandi migrazioni umane del Neolitico. Fu in quella prima fase che giunsero nei nostri territori alberi come il noce, il susino, l’albicocco, il cipresso e altri ancora. Questo fenomeno, tuttavia, ha conosciuto un crescendo esponenziale negli ultimi decenni, parallelamente all’estinzione di migliaia di specie animali e vegetali. Attualmente, se nelle acque del Sile-Piave Vecchia vivono migliaia di gamberi americani (Orconectes limosus) e di gamberi rossi della Louisiana (Procambarus clarkii), sulle spiagge jesolane si osservano le vongole fi lippine (Tapes philippinarum), nelle campagne imperversano le cimici asiatiche (Halyomorpha halys) e sono presenti le nutrie (Myocastor coypus), mentre nelle valli lagunari la presenza degli ibis sacri africani (Th reskiornis aethiopicus) ha raggiunto livelli tali da caratterizzare certi scorci di paesaggio.

L’ibis sacro
Il suo aspetto è vistoso: il piumaggio bianco e nero ne evidenzia una certa eleganza, mentre il lungo becco arcuato è di proporzioni notevoli. L’origine della specie è africana e questo spesso confonde l’osservatore. In realtà, questo formidabile predatore-spazzino, che si alimenta di piccoli animali e di residuo organici di ogni sorta, giunge dalla Francia. Proprio in Francia, infatti, una quarantina di anni fa alcune decine di individui fuggirono da uno zoo-parco. Da qui, poi, raggiunsero il Piemonte, dove attualmente ne stazionano migliaia di coppie e infi ne la laguna di Venezia, in cui ha trovato un habitat ricco di opportunità alimentari. E’ così accaduto che “l’uccellaccio africano” diventasse, nostro malgrado, un elemento integrante della fauna del territorio jesolano.

Michele Zanetti, Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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