Inverno in Laguna

Se nella circostanti campagne di pianura l’inverno presenta in genere aspetti e percezioni negativi, nella Laguna nord di Venezia la quarta stagione assume invece caratteri di straordinario interesse e suggestione. Al paesaggio lagunare, che si arricchisce della splendida sequenza di vette innevate sugli orizzonti settentrionali, si accompagnano, infatti, gli aspetti faunistici. L’inverno è la stagione in cui stormi di decine e decine di migliaia di uccelli, provenienti dal Nord Europa, stazionano negli specchi d’acqua lagunari in attesa del ritorno della stagione favorevole.
Gli stagni delle valli da pesca, in particolare, si affollano di moriglioni e di mestoloni, di codoni, di alzavole e di oche, mentre le peschiere di sverno sono assediate da schiere di grandi aironi cenerini e aironi bianchi maggiori. Il paesaggio lagunare dei mesi invernali si trasfigura, quindi, nei giorni di Bora, quando le acque assumono un intenso colore cobalto. E se cade la neve, fenomeno atmosferico peraltro raro in laguna, il paesaggio assume toni di fiabesca suggestione.

Il moriglione
Questa specie di anatide, il cui nome scientifico è Aythya ferina, viene chiamato “magasso” nel dialetto locale. Si tratta di un’anatra di medie dimensioni e di aspetto tozzo, classificata tra le tuffatrici perché ricerca cibo sui fondali di bassa e media profondità, immergendosi. Tipicamente migratore, il moriglione compare negli specchi d’acqua delle valli da pesca all’inizio dell’autunno, per ripartire soltanto ad aprile, diretto agli ambienti riproduttivi del Centro e Nord Europa. Rari sono gli individui che rimangono in Laguna e che vi nidificano. Le sue concentrazioni invernali, invece, sono numerosissime e gli stormi che si alzano in volo al passaggio radente del falco di palude, possono oscurare il cielo.

Michele Zanetti, Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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