Le migrazioni nella valle da pesca lagunare

La valle da pesca lagunare è come un gigantesco e fantastico palcoscenico su cui le stagioni organizzano le loro affascinanti rappresentazioni. Fioriture, migrazioni dell’avifauna e dei pesci, gelate invernali, albe e tramonti sono solo alcune tra quante animano e colorano gli scenari d’acqua e di barena. Una delle più belle e lunghe da ammirare è quella che riguarda gli spostamenti migratori degli uccelli. Essa comincia sul finire dell’estate, con le lune di agosto, quando i primi stormi di anatidi e di piccoli trampolieri giungono dall’Europa balcanica. A questi seguono i flussi più tardivi, che portano nella valle gli uccelli delle paludi sarmatiche e delle steppe. All’inizio dell’inverno, pertanto, i cieli della valle appaiono animati da migliaia di voli, che s’intrecciano soprattutto all’alba e al tramonto, mentre durante il giorno i branchi di uccelli si dedicano al riposo negli specchi d’acqua più tranquilli. Giungono così ad arricchire il panorama faunistico, cormorani, alzavole, marzaiole, morette, aironi bianchi maggiori, oche lombardelle e decine e decine di altre specie.

Il Moriglione
Tra gli anatidi il moriglione (Aythya ferina) si distingue per il corpo tozzo e per il dimorfismo sessuale. In abito nuziale le femmine sono di color bruno chiaro, mentre i maschi presentano testa e collo di colore rosso scuro, il petto nero e il dorso grigio. In dialetto veneto viene chiamato “magasso”, termine che si riferisce al suo particolare e rauco richiamo. Trattasi di un anatide tuffatore che, a differenza delle anatre di superficie, ricerca il cibo tuffandosi per raccogliere molluschi e crostacei sul fondale, anche ad alcuni metri di profondità. Può formare branchi d i migliaia di individui e quando si alza in volo, zampettando brevemente nell’acqua, forma letteralmente nuvole viventi.

Michele Zanetti, Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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