Primavera in pineta

La Pineta di Cortellazzo rappresenta il più importante biotopo forestale del territorio jesolano. Le sue dimensioni e la sua età ormai più che ottuagenaria, fanno sì che nei suoi lembi non urbanizzati si conservino elementi naturalistici di grande interesse. Una delle sue caratteristiche, data la sua collocazione sulle dune fossili del litorale, fa sì che la primavera al suo interno, sia leggermente ritardata, rispetto alla retrostante campagna. Questo a causa dell’azione refrigerante dei venti di Bora, che ancora la investono sul finire dell’inverno.

Ecco allora che a fine marzo il processo vegetativo è ancora relativamente lento. Vi si rinvengono infatti le precoci fioriture dell’Erica carnicina (Erica carnea), un prezioso relitto glaciale ormai in via d’estinzione a causa del riscaldamento globale e delle ricorrenti siccità e quelle degli arbusti di Pruno domestico (Prunus domestica), che forma autentiche masse candide al suo margine.

La Cinciallegra

Tra gli uccelli il cui canto risuona precocemente nella pineta di Cortellazzo, figura la Cinciallegra (Parus major). Questo grazioso passeriforme nidifica infatti nelle cavità scavate nei tronchi dal picchio e trova pertanto l’habitat necessario nel tronco dei grandi pioppi. Questi ultimi crescono al margine settentrionale della stessa pineta, verso la campagna ed è qui che al richiamo squillante del Picchio verde (Picus viridis)

e del Picchio rosso maggiore (Picoides major), si unisce, nella primavera, quello della Cinciallegra. Soltanto più tardi, nel mese di aprile, faranno la loro comparsa i migratori tornati dall’Africa e la stessa pineta si animerà del concerto di voci di numerose altre specie di uccelli.

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Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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