Tempo di nidiate

A maggio la stagione riproduttiva degli uccelli lagunari è in pieno svolgimento. Tornati alla laguna dalla lunga migrazione africana o quivi stanziati stabilmente, decine e decine di specie di uccelli hanno svolto i propri rituali di corteggiamento e di accoppiamento, hanno costruito i nidi e ora stanno covando o allevando la prole nata da pochi giorni o da alcune settimane. Timide garzette, eleganti aironi rossi, maestosi aironi cenerini accostano così i loro nidi a quelli delle sgarze ciuffetto, dei marangoni minori, delle nitticore o dei cormorani, formando assemblee riproduttive affollate e rumorose sulle siepi frangivento di tamerice. Nel contempo i germani reali già conducono alla pastura i loro piccoli e così fanno le volpoche e i cigni reali, pronti a difendere coraggiosamente la prole anche dai tentativi di predazione della volpe. Nei canneti sono invece le folaghe e le gallinelle d’acqua, le cannaiole e i cannareccioni a costruire nidi ben nascosti e al sicuro dai predatori.

La laguna jesolana, insomma, è percorsa quotidianamente da fremiti di vita nuova che suscitano meraviglia e speranza. Il Germano reale L’a – natide più popolare, conosciuto e ambito nel contesto dell’avifauna selvatica lagunare veneziana è il Germano reale (Anas platyrhynchos). Conosciuto perché diffusamente allevato nei cortili rurali della campagna veneta; ambito dai cacciatori di laguna perché preda interessante dal punto di vista alimentare. Il germano è, tra le specie di uccelli stanziali, uno dei nidificanti più precoci. I suoi nidi, nascosti tra l’erba delle sponde fluviali o al margine dei boschetti che si affacciano agli stagni vallivi, ospitano le uova già a fine febbraio e le prime, numerose covate zampettano e nuotano al seguito della madre già verso la metà del mese di marzo.

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Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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