Che differenza c’è tra Correre ed allenarsi?

Alex Zanardi, il grande campione paraolimpico, nel raccontare la sua incredibile avventura sportiva nel libro “Volevo solo pedalare”, spiega che prima di incontrare un allenatore professionista che gli ha fornito le indicazioni essenziali, “praticamente facevo fatica, ma non mi allenavo”.
Questo perché l’allenamento richiede un programma preciso, una determinazione specifica di obiettivi, tempi certi da dedicare allo sforzo fisico, al recupero, all’alimentazione e, soprattutto, una strategia di progressione.
Quest’ultimo requisito, in particolare, è veramente essenziale.
È fondamentale, infatti, porsi sempre un traguardo da raggiungere, per poi superarlo, una barriera da infrangere, un limite da varcare.
I 10 km di corsa che oggi ti sembrano impossibili da affrontare, tra un anno faranno parte della tua routine di allenamento, magari per tre o più volte la settimana.
Ma se poi continui a correre i tuoi dieci chilometri, magari sempre sullo stesso percorso e con lo stesso passo, non migliorerà più.
Certamente continuerai a mantenerti in forma e, se questo è il tuo obiettivo, può andare bene così, anche se difficilmente, dopo aver perso i primi chili, continuerai a dimagrire.
Il corpo si abitua allo sforzo, trova un suo equilibrio e si stabilizza: hai perso un po’ di peso, hai fatto abbastanza fiato, fai le scale senza diventare paonazzo…
Ma se vuoi qualcosa di più, se vuoi diventare un vero runner, allora non ti puoi mai adagiare sugli obiettivi raggiunti, ma devi portene di nuovi.
Altrimenti corri e basta.
Non ti stai allenando.
Quanto hai raggiunto l’obiettivo di correre per 10 km, devi provare ad introdurre delle variazioni di ritmo, accelerando per poi tornare al tuo passo abituale, recuperare e ripartire nuovamente per un altro tratto veloce.
Progressivamente aumenterai la distanza, la tua forza muscolare, la resistenza.
Questo è allenamento.

A cura di Alberto Teso

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