Amare è..

Abbiamo superato da qualche giorno un periodo che, se non fosse per le conseguenze che ci sono state, non solo da un punto di vista economico, potremmo definire “fantozziano”. Nuvoloni che sembravano giocare con la nostra sopportazione e che, dopo averci fatto assaggiare, di tanto in tanto, l’illusione dell’arrivo del bel tempo, tornavano a scaricare tutta la loro rabbia, sottoforma di pioggia. E che pioggia. Talmente tanta da ingrossare i fiumi a dismisura, con tutto quello che ne è conseguito a proposito di detriti sul bagnasciuga (grazie a quanti sono poi intervenuti per ripulire) e di qualche (si fa per dire) ombrellone finito a mollo.

Ed avevi voglia a ripetere la frase “Non può piovere per sempre”, usata nel celebre film “Il corvo – The Crow” (con protagonista il poi defunto Brandon Lee), ma ripresa, anche se in altra forma, anche da Luciano Ligabue.

Eppure. Eppure, nonostante il meteo, le temperature non propriamente gradevoli soprattutto di sera e la Pasqua “bassa”, ovvero arrivata tanto presto, che ha anticipato anche tutte le festività care ai turisti di lingua tedesca… la “stagione” è partita. Certo, non con i numeri che ci aspettavamo alla vigilia, nei due giorni del festival degli aquiloni, quando sembrava Ferragosto, per affluenza e per temperature, ma è comunque partita.

E allora ci si chiede, ancora una volta ed ancora di più: perché? Cosa spinge tante persone, provenienti da tante parti d’Italia e d’Europa, a desiderarci. A raggiungerci. A investire i loro momenti più belli e significativi nella nostra città. Insomma, ad amarci.

Forse perché siamo migliori di quello che, a volte, pensiamo di noi stessi. Forse perché riusciamo ad essere spesso un passo avanti rispetto agli altri, in programmazione, ospitalità, servizi. Forse perché sappiamo creare grandi eventi, poi magari replicati anche altrove. E, forse, perché sappiamo creare i presupposti per guardare al domani.

Forse. Sì, perché tante volte quello che siamo ce lo vengono a dire gli altri, facendoci tornare il sorriso.

Ho letto, qualche giorno fa, il libro di Vittorino Andreoli, “Lettere sull’amore”. In un capitolo ricorda come l’amore in una coppia, che poi può diventare famiglia con l’arrivo dei figli, è come l’esecuzione di uno spartito per una orchestra: ci sono tante individualità, tanti singoli strumenti, che, suonando assieme, ognuno rispettando il proprio e il ruolo dell’altro, diventano musica, diventano arte.

Ecco, Jesolo è “amata” perché è tante anime, è tutto ciò che un turista cerca, è per tanti l’esempio di come si fa accoglienza. Ma è “amore” quando sa metterle tutte assieme queste anime, creando una unica, straordinaria, armonia.

Guardate il Festival Aqua: al suo interno, questo evento che viene organizzato in un ambiente unico e suggestivo come la spiaggia e il mare alle spalle, ha interpreti delle più svariate forme d’arte; ed insieme crea un evento dalle mille emozioni, che diventano una e forte.

Che è quello che cercano i nostri ospiti. Che ci vogliono bene, anzi ci amano.

Amiamo anche noi. E diventiamo orchestra. Per regalare emozioni.

Giornalista professionista, da anni è corrispondente per il NordEst di RTL 102.5 (operando nei settori informativi della cronaca nera, bianca e politica ed inviato per la redazione sportiva dallo stadio di Udine) e de Il Gazzettino. E’ stato autore e conduttore di programmi televisivi di emittenti regionali. Segue uffici stampa, soprattutto in ambito turistico. Moderatore di convegni. Presentatore di rassegne di incontri con gli autori di importanza nazionale e internazionale. Da tre anni è direttore responsabile della rivista ViviJesolo.

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