Cerchiamo di dare un senso a tutto questo

Siamo arrivati all’ultima pagina di questa storia. La storia di un duemilaventi iniziato con speranze, prospettive, progetti e magari qualche battuta per esorcizzare il suo essere bisesto. Continuato con paure, preoccupazioni, ma anche segni di incoraggiamento perché non si voleva concedere nulla al dramma in cui siamo stati proiettati. E proseguito con l’incubo di ricominciare tutto daccapo, in un déjà vu segno di un sistema fallato e che rischiava di farci rivivere tutto, con l’aggravante dubbio di non avere più le energie per rialzare la testa come avevamo saputo fare solo qualche mese fa. E, allora, all’ultima pagina di questa storia, prima di scrivere la parola “fi ne” di questo 2020, è legittimo chiedersi: che senso ha tutto questo, questa storia, questa situazione? Alla Vasco Rossi, in quel testo scritto nel 2004 e cantato (nel suo videoclip) in un teatro, il Romolo Valli di Reggio Emilia, completamente vuoto, quasi avesse saputo quello che sarebbe successo solo qualche anno dopo. Basterebbe fare un confronto tra il dove ci troviamo e quello che stiamo facendo oggi, con quello che facevamo esattamente un anno fa, per trovare un senso di smarrimento. Ho qualche dubbio sul fatto che “saremo tutti migliori” dopo tutto questo. Forse quello che è successo ha semplicemente amplificato ciò che già eravamo, nel bene e nel male. E allora? Allora ci piace usare l’evidenziatore per sottolineare quello che di bello è avvenuto e che ha dato un senso a questa storia. Tutte le donne e gli uomini della nostra sanità cui, grazie anche alla spinta di ViviJesolo, è stato dedicato il Lungomare delle Stelle. Il mondo del volontariato, sempre presente e prezioso, a fi anco di istituzioni e associazioni. Gli imprenditori che hanno aperto, tra follia e coraggio. Le persone che, con il loro atteggiamento responsabile, hanno fatto in modo che il territorio dell’Ulss4 fosse quello (o tra quelli) che meglio hanno saputo aff rontare l’emergenza sanitaria, con le relative conseguenze. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di percorrere controcorrente quest’onda d’urto, realizzando una rivista che andasse oltre gli appuntamenti, oltre i luccichii e gli eff etti speciali. Con storie da raccontare, luoghi da immaginare e visitare, eccellenze da scoprire e riscoprire. E messaggi da donare a chi ci continua a scegliere. Cercando di essere dalla parte di chi la storia la vive e non la assiste semplicemente, fingendo di farne parte. In fi n dei conti, a guardar bene, un senso a questa situazione lo abbiamo trovato nell’ultima pagina di questa incredibile storia. Ed allora, accendiamo la luce, dentro e fuori di noi. Domani arriverà lo stesso, ma ognuno può fare la diff erenza su come potrà essere. Buon Natale. Buona rinascita.

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