Grazie a tutti. Ed ora mettiamoci sotto l’ombrellone.

Per noi fare vacanza vuol dire venire in Italia, a Jesolo”. “Qui ci sentiamo come a casa”. “E’ tutto perfetto, tutto funzionante e tutto in sicurezza”. “I nostri governanti ci dicevano di non venire? Quella è politica, noi vogliamo poter decidere, liberamente, dove andare a fare vacanza. E per noi vacanza è venire qui da voi”. Quanti turisti austriaci e tedeschi abbiamo incontrato in questi giorni, magari accompagnando i colleghi che arrivavano da oltre confine per toccare con mano la ripresa di quella che è, da decenni, la meta per le vacanze dei loro connazionali. Quante testimonianze d’affetto abbiamo raccolto da ognuno di loro. E sempre con il sorriso, quasi che per primi volessero spingerci verso la ripresa, esattamente come si fa con uno di famiglia a cui può anche bastare una semplice pacca sulla spalla per tirarsi su il morale. Li abbiamo visti con i nostri occhi e ascoltati con le nostre orecchie, non per sentito dire; e ci siamo arricchiti dei loro racconti. Abbiamo capito ancora di più e ancora meglio il significato dell’accoglienza, il valore del farli sentire come a casa, l’importanza di garantirgli dei servizi. Capisci, insomma, che quello che siamo diventati è l’insieme di tutte queste cose. Perché in un’epoca in cui il turismo è in continua e veloce evoluzione e che non vale più (se mai è veramente esistito) il vecchio modo di pensare “Tanto i turisti vengono lo stesso”, il valore aggiunto lo danno la programmazione, i servizi, gli investimenti, uniti alla solita passione e alla naturale predisposizione all’ospitalità. Soprattutto in questo momento di grande incertezza. Un passo alla volta gli ombrelloni, simbolo dell’estate, sono stati riaperti.

Il puzzle è stato completato. E allora grazie a chi ha avuto il coraggio di riaprire, gettando il cuore oltre l’ostacolo, pur sapendo di rischiare, ma con la voglia di dare qualcosa alla città, dopo avere avuto molto. Grazie a chi ha investito ancora per fare trovare altri e rinnovati servizi per quei turisti che poi hanno iniziato ad arrivare. Grazie a chi si è inventato e reinventato il modo per rialzare le saracinesche. Grazie a chi ha contribuito a realizzare i cosiddetti protocolli, dimostrando che gli imprenditori sanno spesso arrivare prima della politica. Grazie a chi ha saputo promuovere la città, con interviste andate in tutte le reti nazionali e di lingua tedesca. Ma prima ancora grazie a chi ci ha permesso di superare dal punto di vista sanitario, questa emergenza e che, giustamente, verrà “premiato” con il Lungomare delle Stelle. E grazie a loro, i turisti. Perché nonostante da loro la situazione non sia poi così molto diversa, hanno voluto tenderci la mano con la loro presenza. Un amico l’altro giorno mi ha detto che si vede quando c’è il contributo di tutti. “Fare squadra – ha aggiunto – fa la differenza”.

Ecco, grazie a tutti coloro che in questa squadra ci hanno voluto
giocare per ottenere lo stesso risultato.
Ed ora, estate sia!

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