La città Tetris

Ho iniziato e non riesco più a smettere. Dopo avere visto il film diretto da Jon S. Baird, Tetris è rientrato prepotentemente nella mia vita. Lo ricordate? Quei mattoncini che scendono a cascata e devi essere bravo a incastrarli. Un gioco che ha fatto la storia, al punto da essere considerato uno dei dieci videogiochi più importanti di sempre da Henry Lowwod, della Stanford University. Per realizzarlo, Aleksej Leonidovič Pažitnov, il suo inventore, ci ha impiegato diverse settimane, tre soltanto per completare il codice, dopo che l’idea gli venne mentre lavorava al centro di calcolo dell’Accademia delle scienze di Mosca.

Era il 1984 e divenne popolare soprattutto dopo l’applicazione nel Game Boy (altro ricordo da boomer). Pensate, un semplice gioco, quasi infantile per i più distratti, che mette assieme scienza, logica, ragionamento, strategia. Per arrivare al divertimento. Un gioco ad incastro, per nulla banale, cui Jesolo è abituata da sempre. Per quel suo essere “una e tante”, giusto per riprendere uno slogan che non passa mai di moda. Tanti “mattoncini”, per quel suo essere “tante anime”: la natura, il divertimento, la notte, lo sport, il relax, le grandi attrazioni e gli eventi; il tutto unito ai servizi, in ogni sua proposta.

Incastrali bene e ciò che ne esce è ciò che siamo.

Ed ora, volendo passare al livello successivo, ecco aggiungersi idee che diventano progetti per quella sua crescita complessiva che porterà Jesolo a diventare una “grande città” e non semplicemente una “città grande”. Progetti di comunicazione, che ora includono l’accordo con Radio Deejay. Progetti per i grandi eventi, capaci di muovere migliaia di persone e di produrre, al contempo, promozione, diretta o indiretta. Progetti nella viabilità, dalle “bretelle” interne, alla “Via del Mare”, quanto mai necessari per l’importanza turistica (e quindi economica) di questa parte di costa veneziana. E progetti culturali. E su quest’ultimo aspetto, ecco arrivare la prima, importante, iniziativa al JMuseo: “Banksy&Friends”, la mostra che racconta la contemporaneità attraverso gli occhi di alcuni tra i più influenti artisti viventi della street art molto famosa, nota come post-graffiti e guerrilla art.

Arte capace di colpire, avvolgere, prenderti, suggerire, ispirare. Anche solo con un dettaglio. Riconoscibile e, per questo, innegabilmente presente. Una città come Jesolo non poteva che puntare a grandi eventi anche da questo punto di vista. Basta, quindi, con il dire che “la cultura va in vacanza”, che sa tanto di passeggero passatempo. Preferisco pensare che “a Jesolo c’è cultura”. E ci dovrà essere sempre di più.

Livello completato. Passiamo oltre.

Li vedete anche voi i mattoncini che scendono?

Giornalista professionista, da anni è corrispondente per il NordEst di RTL 102.5 (operando nei settori informativi della cronaca nera, bianca e politica ed inviato per la redazione sportiva dallo stadio di Udine) e de Il Gazzettino. E’ stato autore e conduttore di programmi televisivi di emittenti regionali. Segue uffici stampa, soprattutto in ambito turistico. Moderatore di convegni. Presentatore di rassegne di incontri con gli autori di importanza nazionale e internazionale. Da tre anni è direttore responsabile della rivista ViviJesolo.

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