La moltitudine Dei numeri 10

Sono cresciuto inseguito dal mito del numero 10. Mio papà si incantava per i tocchi eleganti di Gianni Rivera. Il suo compare di matrimonio chiamò il figlio “Omar” in onore di Sivori. Poi arrivarono in Italia i Michel Platini e Diego Armando Maradona, ma anche Ruud Gullit. Finché le sfide tra i grandi numeri dieci passarono tra i piedi dei vari Alessandro Del Piero, Francesco Totti e Roberto Baggio. Nel calcio moderno, dove i numeri hanno un significato relativo, comunque diverso rispetto al passato, la magia ed il fascino del “10” sono rimasti immutati. Anzi, hanno valicato i confini calcistici, diventando sinonimo di fantasia al potere, di capacità oltre all’immaginabile.

Dieci è il talento di Tullio De Piscopo, trascinatore di un progetto di musica di Jazz e non solo Jazz, il primo sperimentato a Jesolo e che, di fatto, aprirà la stagione dei grandi concerti.
Dieci è la capacità di un’associazione culturale come la Monsignor Marcato che al PalaInvent porterà la riproduzione fedele della Cappella degli Scrovegni. Iniziativa che fa seguito a quella, altrettanto importante e suggestiva, del Crocefisso del XV secolo di due estati fa.
Dieci è l’arte di trasformare della sabbia in vere e proprie sculture. Non solo è l’evento più longevo, ma anche quello che più richiama l’attenzione e la curiosità, che vanta dei tentativi di imitazione e che ci ha portato, nella sua versione “Natalizia”, in Piazza San Pietro.

Dieci è la voglia di darsi da fare di un gruppo di ragazzi, che ti porta a Jesolo campioni come Danilo Gallinari e Andrea Lucchetta per iniziative estive dedicate ai più piccoli, con inevitabile ritorno d’immagine.
Dieci è la tenacia della città di riprendersi la spiaggia, dopo i continui eventi atmosferici, nonostante sia evidente come siano necessari dei progetti e degli interventi risolutivi.
Dieci è ogni singolo operatore che tiene duro, nonostante tutto.

Ma “Dieci” è anche chi sa fare squadra, chi crede sia fondamentare avere il “mediano” che spinge il gruppo, che non si limita a fare la giocata per il titolo sul giornale o il voto alto in pagella, ma che valorizza la maglia che indossa.
Perché per essere “Dieci”, anche una città come Jesolo ha bisogno di ogni singolo “giocatore”. Per non rimanere indietro, per continuare ad essere ai primi posti.

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