Le app sono tante, milioni di milioni

Sapete che esiste una applicazione per cellulari che… non serve assolutamente a niente? Si chiama Nothing: quando si avvia, compare una schermata grigia, vuota, con scritto sopra “Nothing” al centro e nient’altro. Poi c’è iShaver, che serve (si fa per dire) a tagliarsi i capelli col telefono. Oppure Milk the cow, che permette di mungere una mucca virtualmente. My Virtual Boyfriend, per ragazze, per crearsi il proprio fidanzato ideale. Ma, non ci credereste mai, c’è RunPee che avvisa automaticamente quando è il momento di fare pipì e PoopLog, il diario telematico che tiene traccia ai propri… moti intestinali, analizzandone il risultato. Se fate una semplice e veloce ricerca sul web, vi si apre un mondo sulle app, le più strane, le più curiose e le più inutili. Sarà, forse, anche per questo che, quando ce ne capita qualcuna tra le mani di un po’ particolare, abbiamo la tendenza a non considerarla come si dovrebbe.
Oggi si parla tanto di J.Beach, la app studiata appositamente per prenotare il posto in spiaggia nella zona libera. Nata quando c’era il fortissimo rischio che non si aprisse nulla, figuriamoci andare a prendere il sole: lo scopo è quello di cercare di garantire il distanziamento.
Lo sapevate che Jesolo è stata la prima ad avere una app per prenotare il posto al sole? Mi riferisco a Jesolo Spiagge, della Jesolo Turismo, con i suoi stabilimenti. Sembrava (e lo era) una rivoluzione: scegliere la piazzola in spiaggia come si sceglie il posto al cinema. Aggiungendoci il parcheggio e il rimborso nel caso di pioggia. Sono passati almeno sei anni, forse di più. E ancora: abbiamo avuto la app per il meteo, la app per la web radio, quella sulla prenotazione degli hotel. Jesolo non si è mai fatta mancare nulla. Sempre con l’intento di fornire un servizio in più al suo ospite o a quello che lo sarebbe potuto diventare.
Tante app, forse a volte troppe.
Ma usiamole. Non facciamoci usare. Apprezziamone l’utilità, senza diventarne dipendenti. Comprendiamo lo sforzo di chi le ha realizzate. E, di base, godiamoci la vacanza usando la app più perfetta e meravigliosa a nostra disposizione: il nostro cervello.

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