Siamo tutti… Diversamente normali

Mi sono trovato a scrivere, qualche tempo fa delle attività di una importante realtà del territorio che si occupa di persone con disabilità. Era il periodo in cui il politically correct ti imponeva di usare termini come diversamente abili o persone speciali. Dopo l’ennesima volta che, riferendomi agli ospiti della struttura, parlavo di ragazzi speciali, il mio interlocutore mi fermò e, con fare cordiale ma deciso allo stesso tempo, mi disse: questi ragazzi non sono speciali, così come non sono diversamente qualcosa, sono ragazzi e basta, con le loro capacità, con la loro vita, con quello che sanno fare e non fare. Insomma, persone come tutti e come tali andavano trattate, anche nei termini da usare per riferirsi a loro. Una bella lezione, non c’è che dire, che ancora ricordo nitidamente. Perché, se ci pensate, il punto è proprio questo: se continuiamo a pensare a chi ha una qualche disabilità come ad una persona diversamente qualcosa, è evidente che non faremo mai un passo culturale in avanti. Il concetto deve (non dovrebbe, ma deve) essere che, ad esempio, una spiaggia deve semplicemente essere per tutti e non “anche per”. Così i servizi, i trasporti pubblici, i concerti, gli hotel, o i bagni pubblici. Fino ad arrivare allo sport. Bebe Vio, che abbiamo avuto come ospite a Jesolo per il Lungomare delle Stelle, ci ha fatto emozionare e gioire quando ha conquistato l’oro, urlando come e più di Tardelli ai Mondiali dell’82. E non vuole essere trattata in modo “speciale”, perché il suo essere “speciale” se lo conquista ogni giorno allenandosi duramente e insegnando a tutti che la vita… è una figata. Per tutti.

Fra qualche giorno arriveranno a Jesolo gli atleti per i Campionati Italiani Paralimpici, in una città che, per anni, ha organizzato i Campionati Internazionali di tennis in carrozzina. Prepariamoci a gioire, ad arrabbiarci, a piangere, a imprecare… con loro, per un successo o una vittoria che non è arrivata. Perché vogliono essere (e lo sono) grandi atleti. Che meritano di essere seguiti.
Comportarci in modo diverso o, peggio, con indifferenza o compassione non ci renderebbe delle brutte persone. Semplicemente delle persone diversamente stronze.