Quello delle 23.59

Studiare un nuovo cocktail per dare un qualche cosa di diverso e magari più adatto nel avvicinarsi al periodo natalizio, e qui inizia il dramma. In una città dove turisti e abitanti si nutrono di Bellini, Americano e Cocktail Martini nei Caffè Storici e nei Lussuosi Hotel il ri-pensare ad un nuovo cocktail diventa, usando un eufemismo, un azzardo, ma gli azzardi per chi li vive sono eccitanti.
Allora ci mettiamo a studiare: che prodotti usiamo? Cocktail di stagione o no? Il nome? Adatto al periodo Natalizio o semplicemente autunno-inverno? Che bicchiere? Che colore? Che profumi?
Poi improvvisamente la fortuna, un vicino di casa ti regala delle melagrane ma non solo… ti racconta che le melagrane portano fortuna quando le mangi ma soprattutto sono parte integrante della cucina veneta natalizia per appunto il fatto che portano fortuna oltre che dare un buon sapore e colore ai piatti.
Da li è un attimo, ho pensato: schiaccio i semi colorati all’interno e poi allungo il succo con spumante e gli do un nome importante!
Solo per trovare il modo di schiacciare le melagrane abbiamo perso diverso tempo e tante camicie bianche schizzate di succo amaranto, poi alla Fiera di Longarone abbiamo trovato una premitutto che ha agevolato la nostra vita, ma soprattutto non rovinava il succo mantenendolo al naturale e già filtrato.
Nasce nei lontani anni 80 al Caffè Florian il Tintoretto, che nella ricetta originale come spumante aveva il Grigio di Collavini, solo melagrane italiane, per il colore e la dolcezza, e per un tocco leggero di zucchero in più (amplificatore di gusto) un Prosecco extra dry. Oggi possiamo osare un po’ di più per il bicchiere, magari una flûte alta e fine per esaltarne il colore. Ecco la fortuna nel bicchiere, una Fiaba di Natale!