Giulia Pasqual

La scienziata che voleva fare la cantante

Giulia è una scienziata. Una scienziata vera. Di quelli che ogni giorno provano e riprovano con pazienza, dedizione e caparbietà a scoprire qualche sistema (ci perdoni la banalità) per guarire qualche malattia, o perlomeno creare dei sistemi immunitari che la prevengano.
Giulia Pasqual è una scienziata. Ed è di Jesolo. «E dire che da piccola pensavo di andarmene. Ma ora, ogni volta che ci torno, mi dico: ma che bel posto. Il massimo sarebbe avere un centro di ricerca a Jesolo, magari frontemare, così potrei avere entrambe le cose». Battute di una persona felice di potersi godere qualche giorno di vacanza prima di ricominciare con il lavoro, anzi con la ricerca. Giulia, come tanti ricercatori italiani, è un classico esempio di cervello in fuga: dal 2012 sviluppa metodi innovativi per lo studio della risposta immunitaria, prima al Massachusetts Institute of Technology ei Boston e poi alla Rockefeller University di New York. «Con gli Stati Uniti non ci sono differenze dal punto di vista della formazione. è solo una questione di mezzi». Ovvero di finanziamenti. Ed è proprio grazie ad un autofinanziamento, ovvero ad una borsa di studio vinta con il premio L’Oréal-Unesco Per le donne e la scienza, che potrà rientrare in Italia, alla Fondazione della Città della Speranza di Padova, dove svilupperà il suo progetto. «La borsa di studio mi finanzierà per dieci mesi: nel frattempo ho fatto domanda per ricevere finanziamenti da enti internazionali ed alcuni italiani». E dire che da piccola voleva fare la cantante. «A pensarci, anche oggi: se non mi andasse bene come scienziata magari ci provo», dice scherzando. «Mi sono sempre piaciute le scienze e anche a scuola ho sempre avuto una predisposizione per matematica, fisica e scienze naturali. E, naturalmente, guardavo SuperQuark». Come tutti i ragazzi di queste zone, anche lei ha fatto la stajòn per pagarsi gli studi. «Ho fatto la baby sitter, la barista in un chiosco, la commessa in un negozio di abbigliamento e per un periodo anche la cameriera in un hotel, anche se non ero molto portata. Ero felice di quello che facevo».
Ed ora, qual è la parte più difficile del fare la scienziata? «Affrontare il quotidiano fallimento. Dovete sapere che il 99% degli esperimenti che uno scienziato fa, falliscono. Per la mia personalità è l’aspetto più difficile. Bisogna essere molto motivati per fare questo tipo di lavoro. Se sopravvivo a questo posso fare qualsiasi cosa». Chissà, magari un giorno fa la scoperta del secolo e la sua Jesolo le intitolerà un tratto di Lungomare delle Stelle.

LA SCHEDA

Giulia Pasqual, 34 anni, scienziata.
Ha vinto il premio L’Oréal-Unesco Per le donne e per la scienza, con il progetto Identificare i bersagli molecolari del sistema immunitario.
Da settembre lavorerà all’Università degli studi di Padova, dipartimento di scienze biomediche, istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza.