Mario Ferrarese

Mi diverto a fare divertire. Anche a 73 anni

Lo guardi, lo ascolti, lo applaudi e ti sembra che il tempo per lui non passi mai. Stessa grinta di un tempo, stessa voglia di divertirsi facendo divertire gli altri. Eppure, lo sottolinea lui stesso più volte, lo scorso 4 aprile le candeline sono diventate 73. Lui è Mario Ferrarese. Cabarettista (ha abbandonato questo filone da qualche anno), presentatore, imitatore, cantante, insomma intrattenitore. Mario è uno e tanti. «Ho iniziato quasi per sbaglio all’inizio degli anni 70», comincia con il treno dei ricordi. «Sono andato in un locale a seguire uno spettacolo di moda. Ci fu un problema con il presentatore e il gestore, Luciano Minghetti, sapendo che facevo qualcosina in questo ambiente, mi chiese se me la sentivo di farlo io. Finito lo spettacolo mi prende da parte e mi dice: domani vieni con me. Mi ha portato in un locale a presentare e alla fine mi ha dato 50mila lire. Una enormità per me: pensate che ne prendevo 180mila al mese a fare l’impiegato». Da quel momento è partita l’ascesa. «Il primo anno sono arrivato a fare 160 serate. Dopo due anni prendevo 800mila lire a serata». E sono arrivate le proposte ed i lavori alla Rai, il Disco Verde con Luciano Salvetti, varie trasmissioni televisive… «Nell’82 Minghetti – continua il buon Mario – mi propone di andare con lui in Australia per la comunità italiana. è stato un mese bellissimo». Poi la scelta di vita. «Pupo mi propone di trasferirmi a Roma per una trasmissione. Ho detto di no. Perché per me la famiglia veniva prima di ogni cosa». Ma il suo percorso non è terminato, anzi. Ci sono state le imitazioni, il cabaret, le presentazioni. «Ed ora, a 73 anni, faccio ancora piano-bar: ho un repertorio di mille canzoni. Ho bisogno della musica per sentirmi giovane. E comunque continuerò a farlo finchè mi divertirò e farò divertire». è tutto, Mario? «No, volevo ringraziare la mia famiglia, che è stata fondamentale nel sostenermi».