Matteo Sansonetto

Il bluesman di Jesolo che suona con i più grandi

Eclettico e talentuoso, tanto da essere considerato uno dei bluesman italiani più attivi nella scena internazionale.
Lui è Matteo Sansonetto, jesolano, 39 anni, chitarrista dallo stile tipicamente influenzato dalle sonorità del Chicago Blues.
Da anni si esibisce con la sua band, la Matteo Sansonetto Blues Revue e vanta tantissime collaborazioni.

Com’è iniziata la tua avventura?
«Va detto che è partita abbastanza tardi perché ho cominciato a suonare quasi maggiorenne. Di base ero appassionato alla musica nera. All’epoca in tv c’era la serie tv I Robinson e in un episodio come ospite ci fu B.B. King: ho visto quella puntata e in quel momento è scattato un colpo di fulmine. Da lì è iniziato un percorso che continua tuttora».

E che da Jesolo ti ha portato a Chicago…
«Ci sono stato per la prima volta 11 anni fa, per vedere il Chicago Blues Festival, con il desiderio di partecipare a qualche jam session con i musicisti americani.
In quell’occasione ho conosciuto uno dei miei più cari amici, ma anche il mio mentore e attuale produttore artistico: Breezy Rodio. Il caso ha voluto che dovesse fare un tour in Italia nei mesi successivi: mi chiese di accompagnarlo e accettai. è un’esperienza che abbiamo ripetuto per circa 8 anni nel periodo natalizio. Con la sua band ho poi suonato diverse volte a Chicago».

Che tipo di rapporto hai con la Windy City?
«Vado a Chicago tutte le estati da 10 anni e, grazie a questo, ho avuto modo di coltivare rapporti stretti con musicisti con i quali ho suonato anche in Italia. Ad esempio lo scorso settembre sono stato in tour con il grande pianista e cantante Ronnie Hicks. Ho avuto la possibilità di suonare con i miei idoli, uno su tutti Lurrie Bell, tra i più grandi chitarristi blues al mondo».

Qual è stata la collaborazione più significativa?
«Il tour con James Bogaloo Bolden, storico trombettista per più di 30 anni di B.B. King: dopo la morte del re del blues il tour che fece con la mia band era il suo primo senza B.B. King.
Aveva dei problemi di salute ma una volta sul palco dava tutto sè stesso. Passare del tempo con lui è stato un privilegio.
Stiamo parlando di un musicista che ha suonato anche alla Casa Bianca e che ha avuto, nei nostri confronti, un rispetto unico».

Il 19 gennaio uscirà il tuo quarto album, con quale titolo?
«I’m still around. Il titolo è preso da una canzone dove parlo dell’incidente che ho avuto un anno fa e mi ha tenuto fermo dal music business per sei mesi: significa che, nonostante tutto, sono ancora in giro… e con più grinta di prima, aggiungerei.
Nello stesso giorno di uscita presenteremo il disco Al Vapore di Marghera mentre il 7 dicembre mi esibirò a Jesolo, Al Bacaro».

Ma un festival del blues a Jesolo?
«Lo propongo da anni…».