Alessandro greco

La simpatia, la professionalità, la bravura. Ma anche la profondità dei pensieri, il suo sapersi dedicare con grande dedizioni e l’umiltà di dire “grazie”. Alessandro Greco è un insieme di tutto questo. E allora pensi che Patrizia Mirigliani non poteva scegliere persona migliore per condurre la finale di Miss Italia, quella degli 80 anni. Esploso con il game show “Furore” all’inizio degli anni Novanta, conduttore televisivo, voce di RTL 102.5, imitatore, ci ha confidato le sue emozioni per questa nuova esperienza televisiva.

«Quando ho saputo che sarei stato io il conduttore di Miss Italia, ho pensato subito fosse una bellissima notizia, perché sorprendente ed inaspettata. Una attestazione di stima, un riconoscimento bello da parte della Rai».

Senti la responsabilità degli 80 anni?
«So prendermi i miei rischi, sapendo che stiamo parlando di intrattenimento e non di interventi a cuore aperto. Poi tutti sono contenti di conoscere la più bella d’Italia, la ragazza ideale, la nipote, la figlia, la cugina della porta accanto… Tutti sono contenti di conoscere la nostra ragazza ideale».

Tra l’altro tu una miss te la sei anche sposata: Beatrice Bocci, seconda classificata alla finale del 1994.
«Ho “rubato” alla famiglia Mirigliani ed a Miss Italia la mia miss più bella del mondo e Fabrizio Frizzi è stato il cupido di questo amore. I segni che mi portano a condurre questa finale sono veramente particolari e tanti: è in qualche modo un cerchio che si chiude. Ci sono aderenze con Miss Italia: in agosto sono 22 anni insieme, Frizzi che ha visto nascere e crescere il nostro amore… ed alla fine, in occasione degli 80 anni, trovarmi a condurre, prendendo proprio il posto di Fabrizio. Queste chiamate qui, come quando ho condotto Una voce per Padre Pio, non le vivo solo come approccio mentale ed umano, ma anche come un discernimento interiore e spirituale. Non posso non cogliere dei segni in tutto questo. Ritengo che Fabrizio non solo ci ha lavorato, ma sento e mi permetto di dire che sia anche molto contento. C’era un rapporto speciale, profondo e fraterno con lui».

Come hai conosciuto Beatrice?
«Appena avuto successo con Furore, l’organizzazione della Rai ed i Mirigliani mi vollero ospite come personaggio del momento. A Riolo Terme (ha condotto le Prefinali, ndr) il mio primo incontro con Beatrice. Quindi fui in giuria a Salsomaggiore presentato da Fabrizio Frizzi. Il 1994, quando si classificò seconda, fu il primo anno in cui sono state ammesse nel concorso per regolamento le concorrenti mamme e sposate e, quindi, definita a tutti gli effetti Miss Mamma».

Come ha reagito lei a questa notizia?
«Contentissima. Sai quando sgrani gli occhi e fai fatica a controllare le emozioni? Ecco, così».

Come ti piace condurre?
«Mi piace molto informale. Dove c’è l’occasione per fare strappare il sorriso, lo faccio, cerco di provocarlo. In questo senso la radio ti dà più libertà, anche se l’editore di RTL 102.5 tiene molto ai contenuti. Comunque anche in televisione ci vuole una sana leggerezza. Quando conduco, se capita viene spontaneo dare quella pennellata di colore. Il compito è quello, provare a donare al pubblico un po’ di spensieratezza».

Ci sarà molto di tuo in questa Miss Italia?
«Nel programma ci entro dentro e gli darò la mia impronta. Certo, ci sono un meccanismo e una liturgia che dobbiamo rispettare, ma cercherò ugualmente di fare in modo che non sia tutto già visto e già sentito».

Quindi lavorerai a fianco degli autori?
«Come disse Raffaella Carrà, ritengo di essere un buon interprete ed ho bisogno del lavoro creativo e di scrittura dell’autore. Mi piace molto lavorare in sinergia, anche come interprete, ma mettendoci del mio, nella parte culminante del programma. Mi piace essere all’interno di un disegno ben delineato e ben fatto dove posso muovermi liberamente. Una delle caratteristiche della mia conduzione è l’improvvisazione e la spontaneità. Se c’è una bella struttura, io chiedo comunque di lasciarmi andare, sapendo poi rientrare nel testo originale».

Improvvisazione, ma soprattutto tanto lavoro.
«Lo diceva sempre la Carrà: bisogna sempre studiare e lavorare. Per dare soddisfazione al pubblico, bisogna lavorare duro, come i miei maestri mi hanno insegnato».

E già questo è un primo consiglio per le ragazze. Cosa ti senti di dire alle 80 finaliste?
«Di considerarla una esperienza importante, bella per iniziare una strada di realizzazione personale, che può rappresentare una grande opportunità soprattutto per chi vuole entrare nel mondo dello spettacolo, ma non di pensare solo a quello. E’ la completezza della persona che poi ti porta al tuo sentirsi gratificato e realizzato. Questo, poi, ti porterà in modo spontaneo a capire cosa potrai realizzare nella tua vita. La finale di Miss Italia, dunque, rappresenti una occasione di arricchimento, che ti pone le basi per capire quale strada intraprendere, quale ambito seguire, personale e professionale».

è la tua prima volta a Jesolo?
«Sì, prima volta che vengo da queste parti. Sarà un’ottima occasione, se mi faranno uscire dal PalaInvent, per visitare questa bellissima città. So di essere in un posto molto bello e mi riempirò gli occhi di questo. Sono emozionato anche solo al pensiero di venire a fare le foto ufficiali».

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