Alice Risolino, la piccola cosa bella di vincere lo Zecchino d’Oro

Alice, la piccola “cosa bella” è diventata grande. Era novembre del 2008 quando gli occhioni e il visetto simpatico di una bimba incantarono lo Zecchino D’Oro. Alice Risolino vinse cantando Le piccole cose belle. Una gioia immensa per tutta la famiglia che si può definire “di artisti”: il fratello Marco studia pianoforte classico al conservatorio, lo zio Fopp fa il dj (fortunato Gallucci fa anche il musicista), il nonno ha sempre cantato. “Faceva serate in hotel cantando per i turisti: io mi sono emozionata sentendolo. Forse ho preso da lui”, ricorda Alice, che è di San Donà di Piave, ma che, per tutta l’estate, si trasferisce a Jesolo, visto che il papà gestisce l’hotel Jadran della zona di piazza Torino.

A dieci anni da quella esperienza, cosa ricordi?
«Pochi ricordi, ma buoni. I tanti ragazzini che ho conosciuto e con i quali condividevamo l’hotel, la dolcezza dello staff, cosa che in giro non si trova, le prove nella saletta assieme alla direttrice del coro».

Ma come sei arrivata allo Zecchino d’Oro?
«Mio nonno trovò un articolo di giornale che diceva che a Padova ci sarebbero state le selezioni. Era il 2007 e riuscii a passare, anche se cantavo da poco. Andai avanti con tutte le selezioni, ma poi non mi presero. Io ero al limite dell’età massima, ma l’anno dopo alzarono il tetto dell’età e così potei partecipare ancora e riuscii ad arrivare fino alla fine. Una curiosità: se fossi passata l’anno prima mi avrebbero assegnato una canzone che non mi piaceva, quindi è andata molto meglio così».

Ti senti ancora con qualcuno dello Zecchino?
«Ci sono anni in cui mi ritrovo con i compagni di allora per riguardarci la finale. Curioso che non ricordiamo i nostri nomi, ma le canzoni che cantavamo. Inoltre ho mantenuto i contatti con Lodovico Saccol, l’autore delle Piccole cose Belle: con lui ho scritto il mio primo inedito, uscito da pochi giorni, scritto proprio con lui».

Quindi il tuo desiderio è quello di diventare cantante?
«Sì, farne la mia professione. Poi è anche vero che ci sono tanti mestieri legati alla musica. Al momento insegno canto all’accademia musicale di San Donà e sto frequentando un corso di musical. Quindi continuo a fare serate con il gruppo, i Dna. E ho iniziato a scrivere canzoni per conto mio. Ho intenzione, quindi, di riprendere gli studi con qualcosa che poi mi porti in mano un diploma, comunque un attestato, qualcosa che mi faccia capire che ho fatto questo percorso e posso essere pronta per affrontare un certo tipo di lavoro».

Hai mai provato con i talent?
«Sì, ho già fatto provini sia per X Factor che per Amici, però sono scettica».

Alice, che oggi ha 21 anni, ha partecipato e vinto il Concorso Internazionale Onde Sonore. Cosa ne pensi?
«è un concorso che mi piace molto, anche perché ti dà la possibilità di fare un vero concerto in piazza, davanti a tanta gente”. Cosa che avverrà anche quest’anno il 7 agosto, in piazza Aurora».

Tornando allo Zecchino d’Oro: ma è davvero così bello cantare con il Piccolo Coro dell’Antoniano?
«è bellissimo. Cantare con quel coro è veramente emozionante: ti ritrovi dentro ad un’onda che ti accompagna. Quei bambini hanno delle qualità che, a quell’età, boh, non lo so dove le puoi trovare. Complimenti a chi li segue”. Da ricordare che venne creato nel 1963 dalla indimenticata Mariele Ventre».

Alice, fai anche una cosa bellissima che dimostra quanto tu sia una ragazza dal grande cuore: ce ne vuoi parlare?
«Da più di un anno faccio parte dell’associazione Vip Venezia: faccio, insomma, volontariato con la Clownterapia».

Sono le tante piccole cose belle di Alice.

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