Andrea Bocelli

«Un giorno tornerò»

Maestro, le porto i saluti da Jesolo, dove lei ha sempre il suo tratto di lungomare. Nel suo volto si segna un sorriso e la risposta che (forse) non ti aspetti a distanza di anni e con tanti riconoscimenti mondiali in mezzo: «Sì, lo ricordo bene». Era l’11 agosto del 2003 quando Andrea Bocelli disse, dopo avere scoperto la targa che ufficializzava il suo tratto nel Lungomare delle Stelle: «Un giorno tornerò a passeggiare con i miei figli sul mio tratto di lungomare».
Dopo 15 anni torniamo a incontrare Bocelli a Verona, alla presentazione ufficiale dell’evento mondiale che si terrà all’Arena sabato 8 settembre. La Notte di Andrea Bocelli sarà uno show colossale di musica e solidarietà.
«Come sarà quella notte? Non lo sa nessuno, dipende da tante cose. Intanto in un concerto di questo tipo bisogna sperare di stare bene e che la voce stia bene. Se la voce è a posto, darò il meglio di me stesso, sperando di dare molte emozioni. Spero comunque sarà una notte che regali emozioni e tanti sorrisi ai bambini (e non solo) lontani che hanno bisogno di noi».

In cinque anni la fondazione ha dato già molto: è come restituire qualcosa dopo avere ricevuto tanto? «Non si tratta, secondo me, di restituire, perché questo farebbe pensare a qualcosa che si è sottratto. Si tratta, invece, di condividere. La voce è un dono e come tanti altri doni è bello condividerlo, metterlo a disposizione perché dia dei frutti buoni. Quando si fa del bene agli altri lo si fa anche a noi stessi. L’umanità è complessa ma anche collegata. Noi siamo come cellule di uno stesso organismo: quando si ripara una cellula di questo organismo, facciamo del bene anche a noi stessi».
Tante stelle hanno già risposto. «Hanno risposto ad un appello al di là di me. Ma tutti gli artisti di solito sono sempre molto sensibili».

Sarà emozionato? «E come si fa a non esserlo? In una cornice del genere, quando si fanno cose di questo tipo, l’emozione è una compagna di viaggio che non ti abbandona fino alla fine del viaggio. Ho cantato molte volte all’Arena ed è sempre un grande piacere ed una grande emozione per i momenti vissuti qui dentro. L’Arena ti emoziona quando ci entri, comunica qualcosa di importante, è il teatro dove si sono esibiti i più grandi. Sono sassi che, se potessero raccontare, parlerebbero di storie incredibili».