Carlo Nordio, Intervista al presidente della Giuria dei Letterati

È Carlo Nordio, il presidente della Giuria dei Letterati del prestigioso Premio Campiello. Ex Magistrato, è stato Procuratore Aggiunto di Venezia. Ha al suo attivo diversi romanzi. è presidente di Giuria per il secondo anno consecutivo, caso unico. «L’ho ritenuto un grande onore e una soddisfazione personale, perché significa che l’impegno profuso lo scorso anno è stato riconosciuto».

Un impegno non semplice, il suo.
«È un impegno effettivamernte gravoso, perché per valutare i libri segnalati occorre leggerne davvero tanti. Per fortuna quest’anno sono arrivati con largo anticipo, per cui possiamo dire che arriveremo alla fine preparati».

Cos’ha imparato dall’esperienza dello scorso anno?
«Mi ha insegnato molto, perché anche se io sono un appassionato lettore e ho una biblioteca di quasi diecimila libri, ero abbastanza a digiuno riguardo alla letteratura italiana contemporanea. A parte alcuni nomi, tanti autori mi erano del tutto ignoti, anche se magari avevano già vinto dei premi, perciò per me è stato estremamente istruttivo avvicinarmi a queste opere, che spesso sono nuove anche nel linguaggio. Uno degli aspetti del Premio, infatti, è l’attenzione all’evoluzione della lingua italiana, che pur restando nell’ambito di una tradizione consolidata, come tutte le lingue deve dimostrare di essere sempre viva e vitale».

Qual è la maggior difficoltà che si può incontrare facendo il presidente di giuria?
«In realtà direi nessuna, perché il dibattito è sempre molto aperto, ed è interessantissimo ascoltare, trattandosi di giurati molto qualificati, le ragioni per le quali ognuno sceglie un libro piuttosto che un altro».

Lei, che è anche scrittore, come si sente a stare dall’altra parte della barricata?
«Io ho scritto molto, ma stando sempre tra la saggistica giudiziaria e i romanzi storici sulla Seconda Guerra Mondiale, in cui mescolo storia e invenzione narrativa. Non essendomi mai cimentato con il romanzo contemporaneo, in definitiva mi sento molto distaccato e imparziale. Non mi sento certo un concorrente!».

Si arriva facilmente a costruire una rosa comune di finalisti oppure le discussioni sono complesse?
«Non è proprio così facile, in effetti, tanto che alla fine occorre ricorrere a delle votazioni come si fa nelle camere di consiglio dei tribunali. Per fortuna – e questo è uno dei pregi del Campiello, che ha fatto della trasparenza la sua carta d’identità – tutto avviene in pubblico, perciò chiunque viene messo in grado di capire perché viene scelto un libro al posto di altri».

La cerimonia conclusiva, con la proclamazione del vincitore assoluto, è prevista il 14 settembre, al Teatro La Fenice di Venezia.

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