Cheryl Porter

La voce che incanta anche a Natale

SCHEDA

Cantante statunitense di Chicago. Proprio in Italia inizia ad abbracciare il genere spirituals e gospel. Ha duettato con grandi artisti, come Katia Ricciarelli, Mariah Carey, Amii Stewart, Paolo Conte.
Fra le sue sperimentazioni musicali, c’è anche l’album Mina in Black, in cui l’artista reinterpreta in chiave jazz e blues i grandi successi della celebre Mina reinventando i testi in lingua inglese. Nel 2008 esce il secondo volume Mina in Black 2, questa volta cantato in italiano.
Continua a collaborare con Zucchero. Da tempo è diventata anche vocal coach. A Jesolo ha contribuito al successo del concorso Onde Sonore.

Una voce straordinaria ed un cuore grande così. Cheryl Porter è una cantante statunitense da anni, ormai, residente a Vicenza. Nata musicalmente con il canto lirico, si rende poi conto del grande bisogno, da parte del pubblico, del messaggio di pace, amore e fratellanza espresso nella musica afro-americana, in particolare spirituals e gospel, generi che fanno molto Natale.
Ha legato il suo nome a Jesolo con il concorso internazionale di musica Onde Sonore: è anche grazie a lei se ora l’iniziativa richiama in città centinaia di giovani talenti da ogni parte d’Italia e non solo.

«Jesolo è una città che mi è sempre piaciuta tantissimo.
Ho avuto modo di conoscerla bene quando ho fatto Onde Sonore, un concorso pieno di talenti e di energia. è da tanto che non ci torno per un concerto». Chissà…

Che ricordo hai del concorso?
«Ce l’ho nel cuore. Arrivano tanti ragazzi ed è gestito molto bene. Ho conosciuto bene Sabrina Comin (deus ex machina del concorso, ndr), che è diventata la grande madrina degli artisti: una persona che si dedica ai giovani e lavora per valorizzarli. Oggi il problema dei giovani è di non sentirsi valorizzati e il loro talento non viene espresso. Il concorso è molto importante, perché aiuta i ragazzi a stare con altri artisti: il confronto aiuta a crescere e la competizione serve anche per abituarsi al palco».

Da anni ti dedichi a fare crescere i giovani: cosa provi in questo lavoro?
«Tantissime soddisfazioni. è una cosa che sento e lo faccio molto umilmente. Mi ricordo quando ero giovane e il mio insegnante di canto era un punto di riferimento per me. Adesso mi sembra strano esserlo io. Il Signore ci dà dei doni ed è importante metterli a disposizione».

Oggi ci sono reality e talent show: e se ce ne fosse uno per il bel canto (come aveva proposto anche Katia Ricciarelli) ed il gospel?
«Perché no? Quello che vediamo in televisione non esprime veramente i talenti: in giro ce ne sono tantissimi. Avere la possibilità di fare esprimere anche altri generi sarebbe utile e bellissimo. Ho avuto dei miei allievi che hanno fatto strada attraverso i talent, però il vero lavoro è dopo, quando lo spettacolo finisce. Noi continuiamo a lavorare per fare capire ai nostri ragazzi che il mondo della musica è il mondo».

E se chiedessero a te di fare da giudice da X-Factor?
«Perché no? Sarebbe bellissimo. Magari aiuterebbe a fare entrare in gioco anche altri generi».

A fine agosto è venuta a mancare una straordinaria cantante come Aretha Franklin: cos’ha rappresentato per la musica afro americana?
«Per parlare di lei ci vorrebbe una giornata intera. Con la sua voce ha fatto vedere il popolo afro americano con una bella luce. è stata la voce contro il razzismo e le ingiustizie. Per noi che la amiamo, Aretha ha lasciato un messaggio: la musica può cambiare il mondo. Io ho avuto l’onore di essere invitata al suo funerale ed esibirmi: per me è stata una delle più grandi cose che mi potevano capitare.
Volevo salutarla e ringraziarla».

Qualche anno fa hai reinterpretato Mina, con Mina in Black: con quale altro artista ti piacerebbe farlo?
«Mi piacerebbe tanto un tributo a Pino Daniele. Poi mi piace tantissimo Claudio Baglioni. Vorrei fare anche una versione jazz delle canzoni di Vasco Rossi».

Tu lavori molto con Zucchero: com’è?
«Una persona fantastica. Può sembrare burbero, ma è solo perché è timido.
è una persona bellissima».

C’è ancora un sogno che vorresti realizzare?
«Cercare di fare molto meglio quello che sto già facendo ed aiutare ancora di più i ragazzi. Quando vedo un ragazzo che ho seguito, raggiungere il suo sogno, per me è una delle più belle cose che mi possa capitare e mi sento fortunata».

C’è qualcosa che rimpiangi nella tua carriera?
«Non avrei mai pensato di diventare una vocal coach: forse egoisticamente ho sempre pensato di fare sempre e solo l’artista. Ecco, forse l’unico rimpianto è di non avere iniziato prima».

Per Cheryl, il Natale significa anche tanti concerti.
«Io inizierò il mio Natale in America e lo finirò qui in Italia, con tanti concerti da fare. Ormai lo passo sempre sul palco con i miei coristi, proprio perché saremo sempre in giro a fare i concerti. Ma sarà ugualmente un momento bellissimo per me. Io adoro il Natale: lo adoro, lo adoro, lo adoro.
Ognuno di noi deve trovare la cosa che ci rende felice. Mi auguro che ogni persona possa fare quello che desidera, realizzando i propri desideri. Per me stessa, spero di poter usare nel modo giusto il talento che mi è stato dato. E, lo dico ancora, auguro alle persone che possano trovare la cosa che le rende felici».