Federica Senno, professione architetto. Anzi, no.

Federica, per quanto tempo hai fatto l’architetto?
«Mi sono laureata allo IUAV di Venezia e abilitata come architetto nel 2011. Da quel momento ho iniziato a collaborare in modo continuativo con alcuni grossi Studi di Mestre. La progettazione di scuole, alberghi, edifici residenziali, fino ad arrivare alla progettazione d’interni di locali commerciali sono stati il mio pane quotidiano (notti incluse), fino a qualche mese fa».

Perché hai deciso di dedicarti all’azienda di famiglia?
«Ho pensato che di studi di architettura ce ne sono molti, di aziende agricole come il Giogo, no. Ho poi scritto una lista di progetti che avrei voluto realizzare nel Giogo, mi sono iscritta ad una serie infinita di corsi e mi sono buttata in questa nuova esperienza. Ho colto una sfida (grossa, a dir la verità), pensando a quante opportunità di crescita e di sviluppo può avere una realtà a gestione famigliare come la nostra».

Ci descrivi la tua azienda?
«Il Giogo, oltre ad essere una delle ultime stalle da latte di Jesolo, è il progetto di vita di una famiglia che ha deciso di dedicarsi alle produzioni di qualità, all’autenticità del gusto della tradizione e alla passione per il proprio territorio lagunare. Il nostro latte di Alta Qualità, un pizzico di sale, fermenti e caglio naturali sono gli unici ingredienti che Diana, mia mamma, utilizza nei formaggi che poi vende nei mercati agricoli della zona e nel nostro spaccio aziendale. Tutti i foraggi, ovvero parte della dieta dei nostri 70 animali, viene coltivata in zona Salsi, dagli uomini di famiglia: nonno Armando, papà Sandro e mio fratello Marco. In questo modo, la naturale salinità del terreno viene trasmessa anche al latte, conferendogli un gusto unico».

È vero che da quest’anno siete anche Fattoria didattica?
«Sì, è una delle novità di quest’estate. Vedere i bambini che danno da mangiare agli animali, che imparano a conoscerli e rispettarli è un’esperienza bellissima. Osservare lo stupore nei loro occhi quando bevono il latte appena munto, oppure quando assaggiano il formaggio che hanno fatto con le loro mani, gratifica moltissimo».

X