Giovanni Giusto, Aspettando Godrò

L’artista jesolano, ha realizzato una canzone per dare un segno di speranza perché riprendano spettacoli, teatro e concerti

 

Un messaggio di speranza, di coraggio, per tutte quelle persone, e sono tante, legate al mondo dello spettacolo e che attendono, fiduciose, che l’emergenza sanitaria termini per potere ricominciare. È quello contenuto nella canzone scritta e musicata da Giovanni Giusto. «Ero in Sicilia, per isolarmi e scrivere nuove cose, in un paesino sperduto, proprio dove, una settimana dopo, è passato Mike Jagger, quando la canzone mi è venuta così, di getto».

Quale l’obiettivo?
«Ho voluto fare una fotografia del momento che stiamo vivendo, con particolare riferimento a chi, come me, lavora nel mondo dello spettacolo, da chi sta sul palco, a chi lavora dietro le quinte, i service, i tecnici di luci e audio… Un messaggio di speranza, perché un giorno tutto finirà e dovremo farci trovare pronti».

Di cosa parli in questa canzone?
«Nelle strofe parlo del momento di stasi. Nel video si vede che siamo seduti e pronti; non affranti, ma fermi e pronti a ripartire appena ce lo concederanno. Nei ritornelli si vedono immagini di repertorio di come eravamo e di come torneremo sicuramente ad essere ed io che canto sul palco».

Perché il titolo Aspettando Godrò?
«Il titolo è un evidente omaggio alla celebre opera teatrale “Aspettando Godot” e fa riferimento a questa attesa in cui gli artisti continuano a produrre idee, spettacoli, musica, perché è quello che da sempre facciamo e ci viene spontaneo, ci piace, ci fa anche compagnia nell’inattività forzata e sappiamo che un giorno torneremo a farlo davanti alla gente, che vorrei tanto tornare a vedere il prima possibile “ammassata”, sorridere a volti aperti, con gli occhi lucidi, cantare insieme a noi, insomma vivere».

Si rischia che questa crisi spazzi via molte piccole realtà, di musica come di teatro, oltre che di aziende di tecnici?
«In effetti è così. Da una parte c’è tutta la questione dei tecnici, che non vengono considerati come quelli che lavorano in altri ambiti e non ricevono degli aiuti. Dall’altra una infinità di piccole realtà, dalle band alle compagnie teatrali, che vivono soprattutto della soddisfazione di esibirsi e che potrebbero perdere il loro entusiasmo e non riprovarci più».

Giovanni Giusto ci ha anticipato che la canzone sarà inviata anche al ministro alla cultura, Dario Franceschini.

 

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