Jerry Calà: «Ritorniamo all’estate italiana, ma un metro indietro»

Protagonista di tante estati a Jesolo, l’ex “Gatto” si racconta a pochi giorni dal nuovo singolo

Alla mezzanotte dello scorso 27 giugno, in occasione del suo 69esimo compleanno, ha lanciato il suo nuovo singolo “Un metro indietro” (distribuzione Baraonda), questo il titolo del brano, scritto e composto da Jerry Calà. Attore, regista e cantante, a Jesolo è stato più volte protagonista all’elegante Marina Club. Per l’estate 2020 propone, in una sua personale chiave ironica, la situazione di oggi che tutti stiamo vivendo. Alla realizzazione del brano ha partecipato il musicista Emanuele Longo. Il brano è stato registrato allo studio di Danti il frontman ed ex voce dei Two Fingerz e masterizzato da Marco Zangirolami presso Noize Studio di Milano. Il videoclip è stato realizzato dai disegnatori Dan&Dav, che hanno reso Jerry un simpatico cartoon, disponibile su Youtube.

Come è nato il tuo nuovo singolo?
«Tutto è successo durante il lockdown: inizialmente ero un po’ depresso, ero abituato a girare l’Italia con i miei spettacoli e ad avere un contatto diretto con il pubblico, all’improvviso mi sono trovato bloccato, come tutti del resto. Passata questa fase ho cercato di guardare il lato positivo e mi sono goduto la mia famiglia visto che di solito sono sempre in giro. In questo contesto è nata la voglia di fare una canzone che riuscisse a ironizzare su quanto ci stava accadendo ma sempre mantenendo una forma di rispetto. Da qui è nato “Un metro indietro”, un invito a mantenere la distanza di sicurezza ma con il sorriso».

Quest’estate non ci potranno essere grandi concerti, ma solo serate al piano-bar o comunque eventi limitati: sembra quasi un ritorno al passato…
«Effettivamente l’estate è il periodo dei grandi concerti all’aperto ma quest’anno è tutto rinviato. Molti locali si sono riorganizzati come ristoranti con accompagnamento musicale. Non tutti sono riusciti a farlo e molti appuntamenti sono stati cancellati o posticipati. Io stesso sono stato costretto a ridimensionare il numero dei miei spettacoli. In ogni caso l’importante era ripartire, con un po’ di pazienza ritorneremo ai nostri appuntamenti».

Cosa ti manca degli anni ’80?
«La voglia di mettersi in gioco, soprattutto tra i più giovani. All’epoca c’era più coraggio e ci si buttava in mille avventure. Sicuramente in quegli anni c’era più spirito di iniziativa, oggi si danno per scontate molte cose, manca la voglia di osare».

Se dico i Gatti di Vicolo Miracoli, cosa provi?
«Una grande passione e un grande affetto: sono la mia seconda famiglia. Rappresentano l’inizio della mia carriera e molto altro che è difficile descrivere. Siamo ancora in contatto, abbiamo fatto anche un film, “Odissea nell’ospizio”, disponibile nella piattaforma Chili».

Ad assistere ai tuoi spettacoli c’è un pubblico eterogeneo, anche ventenni: come te lo spieghi?
«E’ merito dei miei film, che vengono riproposti spesso, soprattutto in questo periodo. Molti sono stati trasmessi anche durante il lockdown: in quei giorni ho fatto diverse dirette Instagram, la gente, giovani compresi, mi scriveva per dirmi che li guardava, rideva e alleggeriva la tensione. E’ stata una bella sorpresa».

A proposito, quale tra i tuoi tanti film ti porti nel cuore?
«Un ragazzo e una ragazza, di Marco Risi, scritto dal grande Furio Scarpelli, con Marina Suma».

Come si coniuga il concetto di “libidine” ai tempi del Covid?
«Oggi la libidine… è non prenderlo!».

A Jesolo i tuoi show sono sempre stati un successo…
«Si, ho sempre passato delle belle serate con un pubblico numeroso. In questa città ho dei bei ricordi, spero di tornarci quanto prima».

Per i tuoi 50 anni di carriera era in programma una serata eventi all’Arena di Verona a settembre…tutto rinviato?
«Si, non c’era scelta, abbiamo posticipato di un anno. Ma non sarà un problema, sarà festa doppia: per la carriera e per il mio 70esimo compleanno».

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