La semplicità di essere Giovanni Allevi

Ho trascorso i miei 50 anni in un equilibrio instabile, tra solitudine e applausi, trionfi e depressione, critiche feroci e ovazioni, ma alla fine ho capito che ciò che conta veramente è credere in sé stessi. Fatelo ragazzi, anche se venite presi in giro, anche se vi sentite soli. Studiate e inseguite i vostri sogni”. Parla con il cuore, così come suona ogni sua singola nota. Specie se ad ascoltarlo sono dei ragazzi. Compositore, musicista, un genio nel suo genere, Giovanni Allevi è speciale in tutto quello che fa. Anche quando decide di aderire al Giffoni Movie Days di San Donà di Piave, cui hanno partecipato ragazzi da tutto il territorio, Jesolo compresa. Sono le giornate per la scuola ideate da Giffoni Experience.
Si è mostrato e raccontato in modo sincero e diretto, rispondendo senza filtri agli oltre quattrocento ragazzi che lo hanno incontrato.
«Mio padre mi vietava di avvicinarmi al pianoforte che teneva chiuso a chiave in una stanza. La disobbedienza è stato un atto necessario, i greci amavano chiamarla ‘Hybris’, si tratta di quell’attitudine spaventosa e sublime di sovvertire le leggi immutabili degli dei».

Quando è iniziato il tuo sogno?
«La mia storia è infinita, il mio sogno ha iniziato a prendere forma dopo tanto tempo. Quando è arrivato questo affetto del pubblico la critica mi ha distrutto. Sono entrato in depressione e per quattro anni non sono riuscito più a comporre. Non riuscivo a scrivere nemmeno una nota».

Sei sembrato fin da subito un predestinato: ma ci sono stati dei momenti difficili?
«Con Back to Life ho voluto suggellare la mia rinascita, si trattava della fine di un periodo molto duro. Quando ho preso coscienza che la fragilità è il nucleo fondamentale dell’essere umano ho trasformato quelle che credevo debolezze in forza».

Idealista e visionario, con una nomina a Cavaliere della Repubblica ed un asteroide che la Nasa ti ha dedicato, ami la musica come la vita, con disincanto. Tutto sembra agevolare il tuo percorso.
«Non è sempre facile scindere il presente dal passato. Non è facile, soprattutto quando il passato evoca paura, dolore, questioni irrisolte che pesano come macigni su un presente illusorio e, per molti aspetti, non semplice».

Hai voluto annunciare una importante novità, rivolta proprio ai giovani.
«Nel mio piccolo cercherò di aiutarli mettendomi a loro disposizione con una Masterclass gratuita di musica classica, a fine estate, che terminerà con una selezione di talenti che porterò in tour con me».

Che differenza c’è tra il parlare ad un pubblico adulto e giovane?
«Dopo l’incontro di San Donà di Piave sento che i giovani di questo nostro tempo sono bellissimi, sono ricettivi, sono dei sognatori, si interrogano, vivono, vivono intensamente, forse più di noi, anzi sicuramente più di noi. Quindi faccio ai ragazzi il mio migliore in bocca al lupo per il futuro. Ma sono convinto che ce la faranno, assolutamente ce la faranno».

Quale consiglio vorresti dare ai ragazzi che vogliono continuare sulla strada della musica?
«Ma non solo della musica, sulla strada di qualunque ambito che possa riguardarli. Il consiglio di riuscire a prendere contatto con la propria indole, più profonda. Il proprio talento. Tutti hanno un talento, tutti, tutti. Non come i talent televisivi, ecco. Nel senso platonico, come la nostra inclinazione, ciò che ci viene naturale, che ci fa stare bene. Ecco, prendiamo contatto con il nostro talento e, con tutta calma, piano piano, cominciamo a realizzare i nostri sogni ed il nostro talento, senza perdere tempo a guardare quello che fanno gli altri, senza preoccuparsi troppo dei numeri e dei risultati. Ognuno ha la sua strada ed il suo cammino».

Che augurio rivolgi ai ragazzi del Giffoni Days di San Donà di Piave?
«Spero di avere lasciato qualcosa nel cuore di questi ragazzi, a me è sembrato di sì durante l’incontro che è stato molto emozionante, almeno dal mio punto di vista. L’augurio è che possano fare tesoro di queste emozioni e di queste intuizioni che sono venute fuori, non solo attraverso le mie parole, ma anche attraverso le loro riflessioni. è un momento importante, questo, dov’è necessaria una svolta, un cambiamento. Bisogna tornare al proprio talento, alle proprie inclinazioni, ritornare anche ad una certa purezza. Questo penso sia importante».
E continua: «è venuto il momento per i musicisti di riportare a brillare questa bellezza eterna che sembra essere dimenticata. Per questo voglio cercare di aiutare chi ha deciso di dedicare la propria vita alla musica. Stiamo definendo i dettagli di questa Masterclass ma sarà a fine estate e sarà gratuita, l’unico requisito sarà il talento».

Il maestro Giovanni Allevi è uno dei maggiori compositori puri e incontaminati dell’attuale panorama internazionale.
È compositore, direttore d’orchestra e pianista. Ha una laurea con lode in Filosofia e due diplomi di conservatorio, conseguiti con il massimo dei voti in pianoforte e composizione. Ha ricevuto attestazioni di stima da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di Papa Francesco e Papa Benedetto XVI, del Premio Nobel Mikhail Gorbaciov e di molti esponenti del mondo artistico e culturale.
Curiosità: ha composto l’inno della Serie A di calcio.

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