Marco Calzavara

Lo scorso maggio è tornato a Jesolo per ricevere il Dragondoro Città di Jesolo 2019, istituito dall’associazione culturale, monsignor Giovanni Marcato per premiare quei cittadini jesolani che danno lustro alla città. E lui, che è jesolano d’origine e romano d’azione, in città ha firmato alcuni dei suoi progetti. Sue le scenografie di Miss Italia 2013 e 2014. E, sempre per il concorso di bellezza nazionale, ha realizzato le scenografie nel 2011, 2012 e 2018. Stiamo parlando dello scenografo Marco Calzavara.

Com’è nato il suo lavoro?
«Per una passione che avevo fin da bambino, perfezionata studiando al Liceo artistico e poi all’Accademia di belle arti a Roma. Ho avuto la possibilità di studiare con il maestro Gaetano Castelli, uno dei più importanti scenografi italiani. Conclusa questa collaborazione ho continuato a realizzare scenografie per spettacoli televisivi. Tutto è iniziato da Jesolo, con i suoi luoghi colorati».

Quale spettacolo ricorda con maggiore piacere?
«I più sentiti sono i varietà fatti per Raiuno. Per esempio, quello con Massimo Ranieri o l’ultimo con Viriginia Raffaele due anni fa. E poi le edizioni di Miss Italia».

Come nasce una coreografia?
«Con la collaborazione di tante persone e di tante figure professionali. Si fa una prima riunione con il regista e la parte autoriale. Ci si confronta e si cerca di dare una prima idea dello spettacolo e di quello che sarà il contenitore. Da quel momento iniziano i disegni e le bozze, che verranno mostrare agli autori, al presentatore, al regista e ovviamente al committente che in genere è la Rai o Mediaset».

In pratica ogni volta si i mette in gioco…
«Certo, deve essere così…»

Ha una fonte di ispirazione?
«Dipende, ogni progetto è diverso. Delle volte ci si può ispirare all’architettura, cosa che personalmente piace molto. Altre volte all’arte, in ogni caso dipende sempre dal tipo di impianto e dal progetto che si va a realizzare. E comunque non dimentico le mie origini, mare compreso».

A proposito di origini, immaginava di essere premiato nella sua città?
«No, è stata una grande emozione e mi ha fatto molto piacere. Anche perché sono molto legato a Jesolo e la mia passione per la scenografia è nata qui. Alle scuole medie disegnavo nei quaderni e nei libri i miei primi progetti scenografici».

Che spettacoli le piacerebbe fare?
«Sicuramente Sanremo, anche se ne ho disegnato alcune edizioni ma mai firmate personalmente».

A Jesolo ha realizzato le scenografia di Miss Italia: quale altro spettacolo potrebbe essere realizzato?
«Un varietà. La potenzialità del PalaInvent è molto gande. Secondo me potrebbe essere una location per importanti spettacoli televisivi».

Torna spesso a Jesolo?
«Almeno tre volte all’anno. Qui ho dei punti saldi della mia vita».

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