Massimiliano Alajmo

Volete fare gli chef? Spegnete la Tivù

Un enfant prodige, tanto da essere il più giovane della storia in grado di conquistare le tre stelle Michelin, traguardo raggiunto a soli 27 anni. Lui è Massimiliano Alajmo, chef, titolare, con i fratelli, del ristorante Le Calandre a Rubano (Padova), oggi diventato una fabbrica del gusto tale da spingere i fratelli ad avviare un gruppo di ristoranti prestigiosi. Nei giorni scorsi lo abbiamo incontrato al Tecnobar&Food di Padova, il più importante Salone del Nord Est dedicato ai professionisti della ristorazione.

Secondo lei che cosa dovrebbe rappresentare la tavola?
«Il rispetto dell’uomo. Alla fine la tavola è un convivio, è un qualcosa che difficilmente si vive da soli e che va condiviso. La condivisione si basa sulla relazione, quindi sul racconto e sulla condivisione dell’uomo».

Quale futuro vede per l’enogastronomia italiana?
«La consapevolezza che verrà raggiunta nel momento in cui ci si rende conto che ristorare significa accogliere. Per ottenere questo sarà opportuno spogliarsi di tutto ciò che è inutile: non solo di quello che viene definito come Star System, ma anche del superfluo. Il passo successivo dovrà essere quello di vivere densamente dei concetti profondi e quel momento sarà già un buon risultato».

Accoglienza può andare d’accordo con turismo?
«è la base del turismo, è la radice: per far partire delle persone bisogna farle sentire accolte, prima ancora che partano”.

Cosa prova ad essere lo chef più giovane della storia ad aver ricevuto le tre stelle Michelin?
«Inizio a sentirmi vecchio. In realtà rappresento una famiglia che lavora in questo ambito e un team di lavoro per cui non sono solo. Siamo un gruppo e una famiglia e in questo sono orgoglioso di tutto il lavoro che hanno fatto i miei nonni, i miei genitori, i miei fratelli e il mio staff».

Esiste il segreto per la ricetta perfetta?
«Cercare la bellezza anche se non esiste la perfezione. Semmai esiste l’ambizione verso la perfezione, ma saper apprezzare il difetto diventa un pregio».

Cosa consiglia a un giovane che vuole intraprendere la carriera di chef?
«Di spegnere la televisione».