«Mi son jesoean!»

L’amore incondizionato di Hans Krankl verso Jesolo

Un amore verso Jesolo a volte si fa fatica a riscontrare anche tra alcuni oriundi. Ma chi conosce Hans Krankl sa che è sincero e sconfinato. Non a caso per lui Jesolo non significa “vacanza”, ma “seconda casa”.
Ma cominciamo con le presentazioni.

Johann Krankl detto Hans (nato a Vienna il 14 febbraio 1953) è uno dei migliori calciatori austriaci di tutti i tempi. Attaccante, con 320 gol è il secondo miglior marcatore di sempre nel campionato del suo Paese. Cresciuto nel Rapid Vienna (di cui diventerà anche allenatore), ha giocato due stagioni al Barcellona, nella prima delle quali vinse la classifica marcatori, oltre che una Coppa delle Coppe (suo il gol vittoria) e la Coppa di Spagna. In Nazionale 69 presenze e 34 gol. è stato anche Ct dell’Austria. Ama suonare, ha una band ed al suo debutto è stato anche al primo posto nella classifica per i dischi più venduti.

Hans, come hai conosciuto Jesolo?
«Da piccolo, con la famiglia, andavo sempre a Lignano Sabbiadoro. Crescendo, un amico mi invitò a Jesolo dicendomi che l’avrei apprezzata molto. Ed infatti proprio quel giorno mi innamorai subito di questa città e decisi di passare tutte le estati qui. Siccome io mi sento uomo di mare, questo era il luogo perfetto. Sole, mare, spiaggia: tutto perfetto. Per sempre a Jesolo».

Ma cos’ha di più questa città?
«Se vogliamo fare un confronto con Lignano, che conosco per averci trascorso le vacanze della mia infanzia, c’è da dire che non c’è la strada per andare in spiaggia: esci dall’hotel o dall’appartamento frontemare e sei subito con i piedi nella sabbia. Per i bambini è perfetto. Poi la gente. E, naturalmente, sole, spiaggia e mare, tutto perfetto. Sono oltre 40 anni che vengo qui ed alla fi ne ho tanti amici che mi aspettano. Qui mi sento in famiglia. Piazza Milano, dove ho l’appartamento, è la mia casa in estate. Io, infatti, a Jesolo non vengo in vacanza, vengo a casa».

È vero che hai perso la Nazionale per Jesolo?
«Quella volta ero Commissario tecnico. Ero in vacanza a Jesolo e mandai il mio secondo a vedere una partita e la stampa austriaca disse che, invece di interessarmi della Nazionale, preferivo stare in vacanza qui. La pressione mediatica è stata tanta, al punto che alla fi ne ho preferito rinunciare. D’altra parte per me l’estate signifi ca stare a Jesolo; per cui sì, ho rinunciato alla Nazionale per stare qua. Ho mandato a quel paese la stampa e mi sono ritirato da Ct».

Hai fatto una splendida carriera: ma dove ti sei trovato meglio?
«Io sono cresciuto con il sangue bianco- verde del Rapid: ho iniziato con le giovanili, fi no a debuttare da professionista. Nel 1978 sono poi passato al Barcellona e qui sono stato inondato dall’affetto della gente. L’episodio che mi ha fatto legare particolarmente a questa importante realtà è quando ho avuto il grave incidente, con mia moglie poi ricoverata in terapia intensiva; tutto l’amore e il calore ricevuto dalla gente è stato qualcosa di inimmaginabile. Al punto che il sangue nelle vene ha iniziato a diventare blaugrana. Io sono stato solo due stagioni al Barcellona, eppure sono stato e sono ancora molto amato dai loro tifosi. Neanche Maradona, che è stato cinque stagioni, è stato così amato. Oggi sono più legato al Barca che al Rapid».

C’è mai stata la possibilità che tu arrivassi in Italia?
«Sì. Dopo il Barcellona ho avuto una offerta dal Milan. Ricordo di essere stato due giorni a Milano e poi non se ne è fatto nulla. Ecco, io ritengo di avere avuto una grande carriera, ma forse quello è l’unico rimpianto, non avere accettato l’off erta di arrivare in Italia, al Milan”.

Ma oggi Hans Krankl quanto varrebbe, in termini economici?
«Beh, se Suarez (attaccante del Barcellona, ndr) è costato 60 milioni, direi che io probabilmente costerei qualcosina di più» (risponde con un ghigno…).

Se ti dico “Lonely Boy”, cosa ti viene in mente?
«È stato il mio primo disco fatto in Austria, arrivato anche in cima alla classifica. È una cover della bellissima canzone di Paul Anka. Con la mia band, Monti Beton, ho avuto anche la possibilità di suonare proprio qui, in piazza Milano: una grande soddisfazione».

Hans, ma tra Messi e Ronaldo?
«Messi per sempre. Certo, Ronaldo è un grandissimo giocatore, ma Messi, che ho visto anche quando arrivò da giovane al Barcellona, ha qualcosa in più. Io ho visto, nella mia carriera, tanti grandi calciatori, ma come lui nessuno».

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