Moreno Morello, Il dandy da corsa di Striscia

È uno degli inviati di punta di Striscia la Notizia. Le sue specialità sono le truffe ed i raggiri: in anni di puntate ne ha scovate a decine. La sua caratteristica: l’abito completamente bianco e la capacità di corsa che nasconde il suo passato da quattrocentista agonista. Lui è Moreno Morello, frequentatore da tempo di Jesolo e presentatore di Griglie Roventi.

Com’è lavorare per Striscia la Notizia?
«Sono cresciuto guardando Striscia, quindi è stato motivo di orgoglio quando mi si è presentata questa occasione. è come per un giocatore cui viene data la possibilità di vestire la maglia di una grande squadra: una grandissima emozione».

Ma perché vesti di bianco?
«Era il momento in cui arrivavano diversi inviati, per cui c’era in qualche modo il bisogno di caratterizzarmi. É stato Antonio Ricci a scegliere il colore del mio abito, dal momento che lui sceglie sempre di caratterizzare i suoi inviati. E mi ha detto che avrebbe fatto di me un ossimoro: “Sei Morello, ti renderò bianco” mi disse».

Quale la truffa di cui sei più orgoglioso di avere scoperto?
«Io ho iniziato scovando un tarocco televisivo. Poi sono tanti i servizi che ho fatto sulle truffe e che mi hanno dato grandi soddisfazioni. Come quando sono riuscito a fare restituire 100 milioni di euro per una truffa da parte di una banca. Un giorno un signore mi disse: noi non ci conosciamo, ma ti devo ringraziare, mi sono stati restituiti dei soldi dalla banca e non sapevo neanche di essere stato truffato».

I giornalisti dovrebbero imparare da trasmissioni come Striscia e le Jene?
«No direi di no. Tutti nel loro contesto devono cercare di essere dei buoni professionisti. A Striscia ho imparato tanto al riguardo: lo scrupolo, il rigore nell’approfondimento delle segnalazioni e nella preparazione dei servizi. Sono caratteristiche che ogni buon giornalista dovrebbe avere. Noi inviati abbiamo alcune armi esclusive in più: l’abito bianco con cui si corre più veloci, il bassotto dal fiuto infallibile, lo sturalavandini per sturare le ingiustizie e così via: scusa se è poco…».

Com’è il tuo rapporto con la cucina?
«A tutti dico sempre che la cucina per me è un concetto geografico: a casa mia so dove si colloca, ma non so nient’altro e cosa vi si nasconda dentro. Ma mi diverto moltissimo a raccontare le imprese dei cuochi a Griglie Roventi”.

A proposito di questo evento, cosa consigli ai concorrenti?
«Soprattutto di divertirsi. Io l’ho presentato varie volte e devo dirti che non ricordo tutti i soggetti che hanno vinto Griglie Roventi, però mi ricordo tutti i più grossi personaggi, i soggetti più stravaganti che vi hanno partecipato, perché alcuni sono stati veramente creativi e divertenti. Per cui questa manifestazione non è solo una fucina di talenti dal punto di vista dell’arte culinaria, ma anche di personaggi. Quindi a tutti raccomando di divertirsi, perché il divertimento è una componente fondamentale di quell’evento».

Di Jesolo cosa ti piace?
«A Jesolo vengo molto spesso, soprattutto negli ultimi anni per varie iniziative di vario tipo, taglio e spessore. è una città molto giovane, che sa offrire varie soluzioni di divertimento, di intrattenimento, di approfondimento, sia ai turisti che ai residenti. è una località che mi piace moltissimo. Da giovane non la frequentavo tanto, lo faccio molto di più adesso».

Il tuo piatto preferito?
«Non ho piatti particolari. Amo molto la carne, ma anche il pesce non mi dispiace. Un piatto che consumo spesso è la pizza; viaggiando molto la mangio almeno due, tre volte alla settimana».

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