«Nel 2024 presenterò Sanremo!»

«Nel 2024 presenterò Sanremo. Segnatelo , segnatelo pure, perché io le butto sempre sul ridere le cose, ma è già capitato che siano poi avvenute per davvero». Esordisce così, Enrico Contarin, quando lo incontriamo. Con la sua solita esplosiva simpatia, che i più hanno imparato a conoscere ed apprezzare al Grande Fratello 16. “Ma ero Enrico da Bessica anche prima del Gieffe, non è che poi mi sono trasformato. A Jesolo penso mi conoscessero già in ogni chiosco. E non c’era bar dove ad un certo punto non dicessi una poesia o locale
dove non raccontassi una barzelletta. Al Grande Fratello ho solo portato in scena quello che i miei amici già sapevano. La differenza è che ora mi conosce molta più gente.

Enrico, potevi startene tranquillamente nell’azienda di famiglia, con le spalle ben coperte da un lavoro sicuro: quindi, chi te l’ha fatto fare di tentare la via dello spettacolo con il Gieffe?
«In effetti, da una parte hai ragione, ma il problema è che a me non piace lavorare e quindi la televisione era una buona scusa. Ho fatto il Gieffe e mi sono fatto due mesi di ferie a Roma, sono uscito e subito sono iniziate le ospitate… Poi ho capito che questo poteva essere anche un lavoro, per cui mi sono detto: provo questa carriera. Se mi va bene come conduttore e intrattenitore sono felicissimo, perché sarebbe il mio sogno».

Ma cosa ti piacerebbe condurre?
«Mettendo da parte Sanremo che condurrò nel 2024, poi mi piacerebbe fare programmi di intrattenimento comico, come quelli che c’erano negli anni Novanta e che, secondo me, mancano in televisione: ci sono bei contenitori, ma mancano i contenuti e le idee. Io, comunque, non voglio essere riconosciuto per “quello” del reality, ma voglio dare una scossa al mio personaggio, che in ogni caso non è un personaggio, perché io sono così».

Con annessi e connessi. Ma a casa come l’hanno presa?
«Prima del Gieffe mi guardavano un po’ insospettiti. Mi dicevano: non ce la farai… Oppure: qui hai già un lavoro. Ma man mano che ricevevano telefonate o che la gente li fermava per strada dicendo cose belle su di me, hanno iniziato a pensare che tanto male non facevo. Adesso mi appoggiano in ogni mia scelta. Ma sia ben chiaro, io sono veneto e so l’importanza del lavoro, per cui se non riuscirò a vivere di questo mestiere, tornerò a lavorare in azienda. Al momento, però, fatemi divertire con quello che mi piace di più».

Adesso debutti da conduttore. Ma come nasce questo programma?
«Nasce ai tempi del coronavirus. Ero a casa, rinchiuso, e mi chiedevo cosa si sarebbe potuto fare e andare durante l’estate che stava per arrivare. Jesolo era una tappa che non poteva mancare ed io ho pensato a un modo per farla conoscere a chi non l’aveva mai vista al vivo, a cominciare dai miei amici della televisione. Ho contattato Televenezia e la reazione è stata entusiasta. Ecco, allora, nascere questo format che prevede che anche chi si trova già a Jesolo, possa fare qualcosa in spiaggia».

Anche perché di attività consentite in spiaggia ce ne sono poche al momento…
«Esatto! Io so di ragazzi che mi dicono: non si può giocare a pallone, a bocce o conoscere tòse (ragazze in dialetto veneto, ndr) visto che in ristorante o in discoteca bisogna stare a distanza. E questo è un problema. E allora io dico: ragazzi, se volete fidanzarvi, se volete limonare, o altro, venite allo Jesolo Summer Show, che io vi farò fare di tutto».

Quindi il debutto in tv con un programma tutto tuo.
«Se va bene dirò che il merito è tutto mio, sennò che io non centro e che mi ha voluto Televenezia. A parte gli scherzi: è un programma che ho voluto fortemente perché bisogna fare qualcosa per ripartire. Io stesso voglio iniziare a costruire qualcosa per il futuro, investire su me stesso, sulle mie capacità. Ad esempio, potevo scegliere di fidanzarmi con una famosa, non facevo nulla, mi facevo qualche copertina ed a settembre ero sicuro di essere nei salotti di qualche tivù. Il mio obiettivo, però, non è il gossip: voglio restare in televisione per qualità e meriti. Quindi una conduzione può solo aiutarmi a crescere. Sarà una sorta di stage».

Tra i tanti ospiti ci sarà anche il presidente del Veneto, Luca Zaia?
«Certo, l’ho già invitato».

Non sembri così emozionato per essere al debutto.
«Perché avanti alle telecamere ed ai riflettori mi trovo a mio agio. E vorrei diventasse il mio lavoro. E segnatevi la data del 2024: perché Sanremo lo presenterò io».

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