Quando Tommy Vee uscì dal Grande Fratello

Dalla casa del Grande Fratello alla discoteca King’s, per due stagioni ribattezzata K-beach sotto la direzione di Alex D’Este. Ad accendere l’estate 2004 è Tommy Vee, il veneziano Tommaso Vianello che di professione faceva (e fa tuttora) il dj. Il ritorno alla consolle dopo l’esperienza televisiva nella casa più famosa d’Italia è clamoroso, con il locale di via Equilio pieno fino all’inverosimile. Le strade di Jesolo sono bloccate da oltre 8mila persone che accorrono per vederlo tornare sulle scene. Lui oltre a farli ballare sfoggia la maglia con la scritta “99 days in the house” che in quell’estate diventerà un cult tra gli addetti ai lavori. Nelle settimane successive arrivano anche gli altri protagonisti del programma di Canale 5: la venezuelana Carolina Marconi, Ascanio Pacelli, Katia Pedrotti, Bruno Del Turco, il locale jesolano torna ad essere un faro che lancia mode e modi. Impossibile resistervi.
Anche le telecamere di Lucignolo con l’inviata Stefania Cavallaro riprendono una delle nottate con Tommy alla consolle e la leggenda del gospel e della musica house Ce Ce Roger che canta “Stay”, un brano nato sulle note della Serenissima del Rondò Veneziano. Per che era presente resta il sapore di aver vissuto una stagione straordinaria.

Jesolo&Tommy Vee: il grande ritorno

Quest’estate sarà possibile trovarlo al Terrazzamare. Tommy Vee spiega che da un paio di mesi ha assunto l’incarico di direttore artistico dell’emittente padovana Stereocittà, che sta compiendo un investimento importante su Jesolo. «Da tanti anni faccio il dj e il produttore, ora si è aggiunta l’esperienza stimolante della direzione della radio. E una delle prime operazioni è stata garantire un presidio jesolano: una collaborazione con il chiosco Tango e il Terrazzamare, dove farò qualche data la domenica, poiché il sabato alterno Ibiza a Mykonos. Credo molto a Jesolo come seria alternativa ad altri lidi italiani».

A distanza di quindici anni quali sono i ricordi della prima nottata appena uscito dal reality?
«Quando entri nella casa del Grande Fratello non sei nessuno, quando esci sei una rockstar. Quell’appuntamento al King’s, il primo in assoluto appena uscito è stato incredibile. Mi sembrava di essere su un altro pianeta, sballottato tra aerei, alberghi e studi televisivi».

Il tuo nome era già noto in discoteca.
«Ero conosciuto per avevo lavorato al Muretto, al Matilda, al Terminal di Mestre e in tanti altri locali del Veneto. Avevo seminato bene per cui all’affetto del pubblico di sempre si è sommato l’effetto della tv, che ha amplificato tutto a livello esponenziale».

La grande notorietà è partita quella notte.
«Ci sono dei momenti che ricordo in modo più nitido e altri più frammentario. Durante la nottata erano arrivate le maglie “99 days in the house” e ho indossato la mia in consolle. Ero assediato anche dal punto di vista fisico. Sarei dovuto stare in un’area riservata del locale ma in quella zona c’erano circa 400 persone e conoscevo tutti, non potevo né volevo farle allontanare, anche per una questione di rispetto. E tutti volevano salutarmi, darmi un bacio, abbracciarmi, scambiare due parole. Ho fatto un’intervista con i cronisti locali in circolo come se fossimo una squadra sportiva».

Qualche effetto negativo della celebrità?
«Avevo molta pressione addosso, tremavo nel mettere il primo disco. Da un lato è bello sentire l’affetto del pubblico ma c’è stato un periodo in cui ero quasi agorafobico, le folle mi creavano un forte stress».

Ma qual è il tuo legame con Jesolo?
«Ho trascorso tante stagioni fantastiche trasferendomi armi e bagagli nel litorale. Da giovanissimo ho vissuto per due anni in un appartamento in Largo Tempini, condividendo l’appartamento anche con Tito Pinton. Quella al K-beach è stata la prima volta in cui tornavo veramente casa».

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