Riccardo Mennj Menazza

In un mondo dove senti continuamente parlare di start up, innovazioni tecnologiche e via dicendo, quando vieni a sapere di una persona che di professione fa “lo stilista della griglia”, delle domande te le fai. Io, almeno, me le sono fatte. Perché stilista? Per il suo modo, che ne so, di presentarsi? Oppure perché cura il servizio con uno stile tutto suo, originale e inconfondibile? O, magari, per tutte queste cose messe assieme?

Partiamo allora dall’inizio. Lui è Riccardo Mennj Menazza e “lo stilista della griglia” è diventato nel tempo il payoff della sua attività, considerato che il suo lavoro è quello di proporre cottura a domicilio: insomma, voi lo chiamate e lui arriva, accompagnato dal figlio Leonardo e dal fidatissimo Bruno, con la sua mega griglia per prepararvi in diretta il maialino allo spiedo piuttosto che grigliate di carne e di pesce, lo spiedo tradizionale e verticale piuttosto che porchetta e pancetta. Ma la cosa curiosa è che quella grande griglia se l’è costruita lui, con le sue mani, perché Mennj, oltre che cuoco e tante altre cose, è anche un artista del ferro. La definizione di stilista parte proprio da qui, perché lavorare il ferro è sempre stata la sua grande passione: materiali di recupero che diventano lampade, ventilatori e oggetti di ogni tipo e ogni forma.
Mennj vediamo di mettere un po’ d’ordine: dalla passione per il ferro a stilista della griglia, il passaggio non mi è chiarissimo…
Messa così ci credo, anche perché non tiene conto di un’altra mia grande passione, che è ovviamente quella per la cucina. Ho sempre amato cucinare per gli amici e i colleghi, quando potevo preparavo la griglia e mi mettevo all’opera.

Quindi, diciamo, nel tempo libero hai fatto un bel po’ di gavetta.
In realtà io facevo tutt’altra cosa, lavoravo nel settore degli impianti idraulici: come sai nella nostra tradizione esiste la zanzega, o sansega che dir si voglia, ovvero un momento conviviale organizzato per festeggiare la fine di un lavoro. Io allora mi posizionavo alla griglia e facevo da mangiare per tutti!

E poi?
Ogni zanzega era un successo, tutti mi facevano un sacco di complimenti: alla fine mi chiamavano per compleanni e feste, alle serate veniva sempre più gente, e tieni conto che io le mie prime porchette le regalavo, in fondo non era mica un lavoro…

Torniamo alla definizione di stilista…
Agli inizi della mia nuova attività un’amica, Lara Grillo, seguiva le mie pagine social. Era rimasta molto colpita dalle griglie e dagli spiedi che preparavo e quando le ho raccontato che in realtà progettavo e costruivo anche tutto il resto mi ha paragonato ad uno stilista che disegna un modello, compra la stoffa, la taglia e la cuce fino ad ottenere il vestito perfetto. Mi ha definito, insomma, lo stilista della griglia, e io in questa questa cosa mi ci sono trovato, l’ho fatta subito mia.

Finalmente svelato il segreto dello stilista della griglia.
Mi guardavo intorno e mi rendevo conto che le griglie utilizzate non funzionavano poi così bene: allora me ne sono costruito una tutto da solo, un sabato e una domenica. Poi con il tempo l’ho perfezionata, usando inventiva e un po’ di estro, sempre facendo tutto da solo, ed il risultato è quello che oggi tutti possono vedere…

E nel frattempo la tua passione è diventata un lavoro, giusto?
Proprio così, ad un certo punto ho chiuso la mia ditta di idraulica e ho cominciato a fare sul serio: oggi, quella che era un po’ una goliardata per stare con gli amici, è diventato a tutti gli effetti il mio mestiere.

E, da quello che so, anche di un certo successo.
Mi tolgo tantissime soddisfazioni non solo perché sono molto impegnato tutto l’anno, ma anche per i complimenti che continuo a ricevere. In questo periodo, tra l’altro, sono anche stato coinvolto dall’hotel Falkensteiner, uno dei due cinque stelle di Jesolo, in un evento gastronomico che ha come protagonisti alcuni chef molto importanti: per me è stata una sorta di riconoscimento che mi ha davvero gratificato.

E l’artista del ferro che fine ha fatto?
Quello c’è sempre, fa parte della mia personalità, e quando mi rimane un po’ di tempo libero…

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