A Natale siamo tutti più… bugiardi

Certo, si tratta di menzogne funzionali, di bugie bianche, che servono per evitare un compito gravoso senza offendere la sensibilità altrui. Ma sempre bugie sono.
Molto frequenti sono quelle inventate su due piedi per evitare di accompagnare qualcuno nei centri commerciali, e queste vanno da un improvviso raffreddore a non meglio specificati impegni. Ci sono anche bugie, meglio architettate, per scampare alle lunghe cene con pandori variamente rivisitati.
Ma le più grandi prodezze, bisogna ammetterlo, le compiono i genitori di bambini sotto ai dieci anni. Questi adulti diventano eroi della frottola, dovendo giustificare la velocità con cui Babbo Natale effettua il giro del mondo in una sola notte e avendo anche il preciso dovere di indicare sul planisfero l’esatto luogo di residenza del più famoso corriere in rosso oltre a Bartolini.
Sabato scorso poi ho sentito un papà che spiegava al figlio, il quale dubitava dell’esistenza di esseri con orecchie a punta e pelle verde, che gli elfi sono alieni.
Beh, cari lettori: per me il premio frottola quest’anno l’ha vinto lui.

Alice Stocco, classe ’86, è cresciuta mangiando liquirizia come Indiana Pipps e sognando di diventare una biologa.

Mamma di una piccola guerriera e di un piccolo simpaticone, ha scritto qualche libro e ha realizzato il sogno di essere davvero biologa. Adesso studia l’ecologia degli ambienti acquatici e, naturalmente, continua a mangiare liquirizia.